Israel Adesanya, l’artista dell’ottagono

Israel Adesanya, l’artista dell’ottagono

Sabato notte il campione dei Pesi medi Israel Adesanya (18-0) tornerà in azione nell’ottagono più famoso del mondo contro Yoel “Solider of God” Romero (13-4) a UFC 248. Un match che si preannuncia esplosivo tra atleti dal KO facile che ne hanno subito solo uno in due nel corso delle loro carriere (Romero nel 2011). Gli occhi degli appassionati sono puntati soprattutto su Adesanya, fenomeno sempre più in ascesa e che sembra avere progressivamente meno avversari in grado di metterlo in difficoltà.

Nato in Nigeria nel 1989 (oggi 30enne) da una famiglia benestante, Adesanya si trasferisce prima in Ghana e poi arriva con i suoi cari in Nuova Zelanda all’età di 10 anni, alla ricerca di un’istruzione migliore. Da bambino pratica Taekwondo, ma sua madre lo costringe a lasciare dopo un infortunio. Durante gli anni del liceo il giovane Israel non si interessa agli sport da combattimento: gli piace la danza, sogna di diventare coreografo ed è un appassionato di manga e anime giapponesi.

Non a caso il suo nickname da fighter, “The Last Stylebender”, prende spunto dalla serie tv cartoon americana Avatar: The Last Airbender. In seguito dichiarerà che sin da ragazzino non si è mai interessato del giudizio altrui, e ha sempre trovato interessante tutto ciò che le persone comuni non facevano.

Sopra il mio tatuaggio dell’Africa, che porto sempre nel cuore, ci sono le parole “Broken Native”. È un soprannome che ho coniato molto tempo fa, da bambino. Indica una persona strana, l’idiota del villaggio che forse non era pazzo come tutti pensavano; insomma, colui che fa ciò che tutti gli altri non oserebbero mai fare.

Un eccentrico che non viene considerato dai coetanei al di fuori di quando è costretto a subire frequenti episodi di bullismo. Ma è poco dopo aver festeggiato il suo diciottesimo compleanno che la vita di Adesanya cambia radicalmente: un giorno si imbatte nel film Ong-Bak: Muay Thai Warrior, e ne resta folgorato, tanto da iniziare a praticare, appunto, la Muay Thai nel 2008. In seguito disputerà anche almeno un match da pro nella disciplina. 

Dopo pochi mesi si trasferisce ad Auckland, dove si accasa alla City Kickboxing di coach Bareman, che è ancora il suo team attuale. Inizia così a praticare la kickboxing, e conclude il suo percorso da dilettante nella disciplina con un record di 32-0, prima di trasferirsi in Cina e iniziare a combattere da professionista, nel 2011. Qui inizia a farsi largo a suon di vittorie, fino a venire ingaggiato per la prima volta nel 2014 dal Glory, prestigiosissimo evento internazionale.

Adesanya in azione in Glory Kickboxing (Credits: glorykickboxing.com).

Adesanya perde il primo incontro, ma viene richiamato nel 2016 dove vince il torneo indetto per individuare il contendente per il titolo Pesi medi dell’organizzazione. Viene però sconfitto nel 2017 quando tenta l’assalto alla cintura. Intanto si aggiudica tre tornei King in the Ring, promotion australiana, di cui uno nei Pesi massimi. Disputa l’ultimo match nella kickboxing nel 2017, dove perde per KO. Lascia la disciplina con un record di 75 successi (29 per KO) e 5 sconfitte e da campione WKBF (sigla neozelandese) sia nei Pesi massimi che nei cruiser.

Contestualmente alla sua carriera da kickboxer, “The Last Stylebender” si è cimentato nel pugilato a partire dal 2014, per circa un anno. In questo periodo ha disputato 6 incontri, tutti in Nuova Zelanda, venendo sconfitto nel primo per Decisione unanime e vincendo i restanti 5, di cui uno per KO.

Il fighter nigeriano in azione sul quadrato (Credits: nypost.com).

Adesanya aveva già tentato l’approccio alle MMA nel 2009. Per sua stessa ammissione, volle a tutti i costi provare l’esperienza in gabbia e si preparò guardando per tre settimane su YouTube video sul jiu-jitsu e il judo. Ai tempi Israel si allenava ancora solo di Muay Thai. Nonostante il parere contrario del suo team, il fighter nigeriano accettò di debuttare da dilettante in un match che poi si rivelò disastroso, in cui mostrò evidenti lacune nella lotta a terra e che perse per Decisione unanime. Al di là del risultato però, quell’esperienza è ricordata come rivelatrice da Adesanya stesso.

È stata in quell’occasione che ho conosciuto il mio coach attuale. Per ricambiare il favore ad un amico, venne a farmi l’angolo. Mi trovai così bene che decisi di presentarmi nella sua palestra di Auckland. Lui, che probabilmente non aveva dimenticato la mia performance, all’inizio cercò di indirizzarmi altrove, ma poi si arrese. Quello è rimasto il mio unico incontro da dilettante nelle MMA, e ringrazio ancora oggi che sia andata così: mi ha fatto capire che avevo tantissimo da imparare, se volevo competere in quella disciplina.

“The Last Stylebender” inizia il suo percorso da professionista nell’ottagono a marzo 2012, e in cinque anni accumula un record immacolato di 11 successi tra Nuova Zelanda, Cina e Australia, tutti per KO/TKO, mai oltre il secondo round. Vince anche il titolo di due promotion australiane (AFC ed Hex Fighting Series), entrambi nei Pesi medi. Nel 2018 esordisce in UFC, dove si fa subito notare: sconfigge Rob Wilkinson per TKO alla seconda ripresa e ottiene così il bonus Performance of the Night. Ad aprile dello stesso anno Adesanya si imbatte nel nostro connazionale Marvin Vettori, che lo costringe per la prima volta ad arrivare al verdetto dei giudici, dove il nigeriano si impone per Split decision.

Una fase del match tra Vettori e Adesanya (Credits: ufc.tv).

In seguito “The Last Stylebender” vince contro Brad Tavares per Decisione unanime, conquistando la sua seconda Performance of the Night al suo primo main event UFC. Bonus che gli viene assegnato anche in occasione della vittoria successiva, al primo round per TKO, su Derek Brunson. A questo punto Adesanya si scontra con la leggenda Anderson Silva, prevalendo per Decisione unanime e ottenendo il riconoscimento Fight of the Night.

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È l’aprile 2019 quando il fighter nigeriano affronta Kevin Gastelum e alla fine dei cinque round conquista il titolo Pesi medi UFC ad interim e un nuovo bonus Fight of the Night. Titolo che unifica definitivamente, diventando così il campione indiscusso, a ottobre scorso, quando prevale su Robert Whittaker con un netto KO al secondo round che gli vale anche la Performance of the Night.

Oltre ai successi sul ring e in gabbia, Adesanya ha sempre dimostrato una personalità fuori dal comune. Sin da bambino ha sentito il bisogno di esprimersi, respingendo le convenzioni e ricercando l’originalità nelle sue passioni e stile di vita. Grazie agli sport da combattimento ha trovato il modo di comunicare la sua vena artistica, che altrimenti si sarebbe probabilmente espressa nella danza.

Il walkout danzante di “The Last Stylebender” a UFC 243 (Credits: BTSport).

Come fighter Adesanya si è dimostrato sicuramente un eletto. Ha combattuto, spesso contestualmente, in quattro discipline (MMA, kickboxing, muay thai e boxe), in cui è riuscito a competere ad altissimo livello, spesso con vittorie schiaccianti, e in alcuni casi a primeggiare. Israel si è lanciato nella sperimentazione e nella commistione anche in questo campo, sviluppando la sua curiosità e predisposizione, caratteristiche che lo hanno reso un vero artista marziale.

Sento di esprimere una forma d’arte attraverso il combattimento, colpendo il corpo del mio avversario come se fosse una tela da dipingere. Sono costantemente alla ricerca di modi differenti per esprimere la mia personalità. Mi interessano diverse tipologie artistiche. Sono un pittore, so disegnare e ho studiato graphic design.

Amo molto anche la danza. Mi aiuta a connettermi con le mie radici africane, a cui tengo moltissimo.  In futuro voglio aprire un’ azienda che si occupi di creatività, per aiutare le persone a concretizzare le proprie idee e allo stesso tempo realizzare anche le mie.

Insieme a ciò va aggiunta la feroce determinazione, e ferrea convinzione, che spesso contraddistingue i predestinati. Adesanya talvolta si è mostrato sicuro dei suoi mezzi fino a diventare sprezzante e a tratti sgradevole (ricordiamo gli sfottò a noi italiani prima del match con Vettori). Oltre ad essere un fighter è anche un intrattenitore, un uomo di spettacolo, che si sente perfettamente a suo agio sotto i riflettori. Un eccellente personaggio mediatico, perfetto da promuovere per la UFC.

Il tatuaggio “Broken Native”, simbolo di distinzione per Adesanya (Credits: wwos.nine.com.au).

La natura di “The Last Stylebender” è talmente profonda che si riscontra anche nello stile di combattimento e nella sua tecnica, che definirei sgargiante. È elegante da guardare, sinuoso, alto e con leve lunghe ma sciolto e rapido, molto atletico, sicuro e provocatore. Possiede una capacità difensiva innata, che gli permette di evitare i colpi degli avversari con movimenti elusivi, schivate eleganti e un’ottima mobilità. Un insieme di caratteristiche che lo rendono unico nel suo genere.

Sabato notte il fighter nigeriano difenderà la cintura dall’assalto di Yoel Romero, 42 anni, reduce da tre sconfitte negli ultimi quattro incontri. Un avversario temibile per la sua esperienza e le mani pesanti, oltre che resistenza ai colpi. Ma Adesanya oggi appare al picco della sua forma atletica e mentale, e sembra a tutti gli effetti uno di quei fighter che può essere sconfitto solo da sé stesso, dall’appagamento o dalla sete di fama e frivolezze dovute al successo.

Quando avrò finito, il mondo si ricorderà il mio nome.

Citazioni tratte da: https://www.athletesvoice.com.au/israel-adesanya-how-movie-changed-my-life/

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