Alessio Sakara racconta 8 episodi poco noti della sua vita

Alessio Sakara racconta 8 episodi poco noti della sua vita

Il libro “Gladiatori” di Antonio Franchini risale al 2005 ed ospita diverse pagine di intervista ad un giovane Alessio Sakara, che racconta otto episodi poco noti della sua vita. 

Gli inizi

Come molti sanno, il Legionario è stato prima una promessa del calcio, per poi passare al pugilato, dove all’inizio ha disputato e vinto diversi tornei come dilettante. Successivamente Sakara ha scoperto le MMA grazie alla videocassetta del primo evento UFC, e se n’è innamorato sin da subito.

Da qui la scelta di partire giovanissimo per il Brasile, patria di questo sport, come racconta nel libro “Gladiatori” di Antonio Franchini: “Io volevo giocà al calcio, ho fatto un sacco de provini, ma capivo che se non eri raccomandato non andavi da nessuna parte. Finché un giorno mio padre nun se n’è annato co’ la migliore amica de mia madre. Allora io stavo mezzo revoltato, litigavo sempre, ero nervoso, finché mi’madre nun me disse basta, vai in palestra”.

Il fighter continua: “Ho cominciato facendo il pugile, ma presto mi sono accorto che la maggior parte degli striker […] venivano finalizzati da lottatori che li portavano a terra. In Europa mi ero già fatto un nome quando ho deciso che dovevo fare il Valetudo e che lo dovevo fare in Brasile, dove questo sport è nato. Anche se sai che cos’è il Valetudo? È esattamente il nostro pancrazio.  […] L’amo inventato noi romani”.

La vita nel Paese Sudamericano non è stata facile: “Sono arrivato in Brasile senza niente” prosegue Sakara, “mi sono venduto la moto per pagarmi il biglietto e l’affitto di casa. […] Ho fatto il primo match a Teresopolis, con uno fortissimo. A metà della seconda ripresa gli ho fatto scoppiare un orecchio. Ho visto che l’orecchio gli si stava a gonfià e ho continuato a menare là sopra, fino a che la pelle era talmente piena de sangue che non l’ha più potuta contené ed è esplosa. Sò rimasti tutti a bocca aperta, […] hanno visto la mia tenacia e determinazione. Per andare in palestra mi facevo tutti i giorni un’ora e mezzo di autobus da Copacabana, più un’ora a piedi. […] Hanno visto che ci credevo”.

Sakara nel 2001, poco prima della sua partenza per il Brasile (via Facebook/Alessio Sakara).

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