“Le MMA mi hanno salvato la vita”, storia di Derrick Lewis

“Le MMA mi hanno salvato la vita”, storia di Derrick Lewis

Derrick Lewis nasce il 7 febbraio 1985 a New Orleans, in Louisiana. È il secondo di sette figli cresciuti da una madre single, che nel 1999 dovrà lasciare lo Stato per scappare da un compagno violento. I Lewis si trasferiscono quindi a Houston, Texas, quando Derrick ha ormai 14 anni. La sua è un’adolescenza complicata e sofferta a causa delle pessime condizioni economiche della famiglia: è per guadagnare qualche soldo che il ragazzo decide di dedicarsi agli street fights, i combattimenti clandestini di strada.

A 17 anni pratica pugilato per tre mesi, ma prima del suo esordio da dilettante la palestra in cui si allena chiude improvvisamente, costringendolo a rinunciare, almeno per il momento, alla carriera agonistica. Due anni più tardi Derrick inizia una relazione con una donna 36enne, divorziata, il cui ex marito si mette sulle tracce di Lewis con un fucile da caccia. Ad avere la peggio sarà l’uomo armato, che viene picchiato dal futuro fighter con conseguenze pesanti: subisce diverse fratture e perde la vista dall’occhio sinistro.

Derrick viene quindi accusato di aggressione aggravata e arrestato. Appena due settimane prima si era diplomato al liceo e aveva ricevuto una borsa di studio per giocare a football al college: per questo motivo ottiene due anni di libertà vigilata, poi revocata, come racconta in un’intervista del 2014 a MmaFighting.com: “Ho finito per violare gli accordi della borsa di studio perché non mi interessava frequentare tutte quelle lezioni, e in più non avevo abbastanza soldi per pagare le tasse della libertà vigilata. Perciò me l’hanno revocata e ho scontato tre anni e mezzo di carcere, a fronte di una condanna di cinque”.

In seguito Lewis spiegherà come la detenzione gli sia stata di aiuto per riflettere sulle proprie intenzioni e prospettive future: “La prigione è stata la cosa migliore che potesse capitarmi in quel momento. Dopo, ho iniziato ad avere la mente più libera. Tutto mi appariva più chiaro, ho cominciato a capire diverse cose che prima non avrei compreso”.

Una volta rilasciato, nel 2009, Derrick vuole dare una svolta alla sua vita: inizia a lavorare come autista di camion e rincomincia a boxare. Il suo talento attira l’attenzione di George Foreman, che lo accoglie nella sua palestra di Houston e prospetta per lui una carriera da pugile. Lewis racconta così il rapporto con l’ex campione del mondo: “Foreman si è comportato come un nonno con me. Cercava di aiutare chiunque. Il suo manager mi portava nei posti migliori ad allenarmi, come la palestra di Floyd Mayweather. Volevano che mi concentrassi sulla boxe, mi avevano comprato persino una macchina e progettavano di farmi trasferire in uno di quei grattacieli del centro di Houston, proprio accanto alla palestra di Lou Savarese”.

Intanto, però, un suo amico lo convince a cimentarsi anche nelle MMA, disciplina ai tempi sconosciuta a Lewis: “on ne sapevo nulla e non ne avevo mai sentito parlare. Il mio amico mi disse che sarei stato bravo nelle MMA, così ho iniziato a praticarle”.

Presto le arti marziali miste iniziano a coinvolgerlo più del pugilato e, dopo una netta vittoria per TKO da dilettante, decide di dedicarsi esclusivamente alle MMA (“Foreman ha voluto indietro la macchina che mi aveva regalato”, afferma ricordando quel periodo).

Prosegue nella pagina successiva. 

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