Garcia Amadori: “Vi spiego la sconfitta di Paternò”

Garcia Amadori: “Vi spiego la sconfitta di Paternò”

Il Maestro Garcia Amadori dell’MMA Atletica Boxe chiarisce i retroscena della sconfitta di Stefano Paternò a Bellator Euro Series 8 contro Ion Pascu.

Garcia Amadori svela, e approfondisce in esclusiva a Fatti Marziali, le motivazioni dietro la disfatta del suo allievo Stefano Paternò nel confronto con Ion Pascu in Bellator.

Amadori comincia così: “Durante la preparazione, verso i primi di luglio, Stefano si è infortunato pesantemente al collo in una sessione di lotta. Oggi sappiamo che è un’ernia cervicale. Ha riposato una settimana perché non riusciva a fare nulla, addirittura teneva la testa in una posizione innaturale e si capiva che provava un dolore lancinante. Il collo era molto infiammato. Sono punti del corpo delicati, a me è esplosa un’ernia della stessa natura tempo fa e considera che come conseguenza ho perso forza nel braccio destro. Rischi di avere danni irreparabili, tra cui la paralisi. Parliamo di un infortunio molto grave, Stefano dovrà sicuramente essere operato”.

Il Maestro riprende il filo temporale degli eventi: “Quando è successo gli avevo consigliato di farsi controllare, ma lui pensava fosse un problema passeggero e risolvibile. A quel punto abbiamo ripreso la preparazione, ovviamente senza poter provare parecchie cose perché Stefano era ancora dolorante nonostante l’infiammazione si fosse in parte attenuata. Intanto il tempo passava e il match si avvicinava. Spesso chiedevo a Stefano come stava il suo collo ma ricevevo rassicurazioni. In passato è già capitato che ci presentassimo agli incontri con qualche acciacco, una volta persino con un dito rotto, e poi andasse tutto bene. Quindi Stefano probabilmente ha pensato di potercela fare anche questa volta, ha un carattere molto caparbio. Così si è auto convinto di poter combattere, ma a questi livelli non puoi entrare in gabbia con un infortunio del genere. Bisogna fare un passo indietro e rimandare l’incontro, ed è quello che avrei fatto io se avessi avuto chiaro il quadro della situazione. Ma Stefano lo sapeva e invece mi ha rassicurato perché voleva il match”.

Amadori continua: “Mi ha tenuto nascosto l’entità dell’infortunio, del dolore che provava, del decorso del problema. Persino nello spogliatoio poco prima dell’incontro gli ho chiesto ancora come stesse perché sentivo il collo molto contratto. Poi una volta nell’ottagono, dopo i primi istanti, ho subito capito che Stefano non era nel match. Infatti non è riuscito a rispettare il gameplan che avevamo preparato, era concentrato a non farsi ulteriormente male. Ha combattuto cercando di preservarsi, la sua attenzione era rivolta a quello. Si è focalizzando sullo striking cercando la chiusura prima del limite ma intanto sbagliava la misura delle distanze, esponendosi. Voleva mettere KO l’avversario in fretta per non rischiare. Ha fatto diversi errori di valutazione durante il match che non erano previsti. Era diviso tra il dolore che provava e la paura di farsi ancora più male, si sentiva preoccupato”.

Il coach di Paternò puntualizza: “Rifarei lo stesso identico gameplan se dovessimo sfidare di nuovo Pascu. Sono convinto della strategia, è quella giusta. Anzi dopo avere visto il match ne sono ancora più sicuro. Stefano è molto superiore a Pascu, purtroppo non ha potuto esprimersi e seguire il piano di azione delineato. Adesso vogliamo il rematch, anche se non credo che ci accetteranno. Spero Bellator ci conceda la rivincita appena Stefano starà bene, e ci vorrà tempo con un’operazione di mezzo. Paternò ha comunque mostrato un jiu-jitsu pazzesco, di controllo e neutralizzazione degli attacchi dell’avversario dalla posizione di schiena a terra. È stato limitato nei takedown e nella lotta, aveva timore. Appena irrigidiva i muscoli sentiva subito una scossa di dolore. Quindi ha dovuto improvvisare e ha deciso sul momento di tentare l’affondo con lo striking”.

In seguito Amadori ci tiene a precisare:”Non mi sono piaciute parecchie cose dopo questa sconfitta. Sono spuntati fuori tanti haters, persone che hanno scritto sui social criticando e attaccandoci, estendendo il discorso al movimento italiano in generale. Sono le famose cicale che ridono sulle formiche che lavorano. Significa che stiamo operando bene, che siamo una scuola di valore con atleti promettenti o già di alto livello. Tanti non vedevano l’ora di darci addosso, aspettavano un intoppo sul nostro percorso per gettare fango. Lo reputo vergognoso, e parlo anche di coach e fighter di altri team. Mi è dispiaciuto tantissimo”.

Infine conclude: “Ecco la mia risposta a chi ha parlato e scritto senza sapere i retroscena, tirando subito le somme. Un ragazzo che combatte lo stesso nonostante un infortunio del genere è notevole, poi è stato anche il grande errore di Stefano, ma è una dimostrazione non da poco. Non gli avrei mai permesso di entrare in gabbia così. In ogni caso è riuscito a portare a casa la pelle senza un graffio, dando una dimostrazione di estrema tecnica. Oggi noi ci affermiamo ancora di più come scuola, dopo una performance in cui Stefano è arrivato persino vicino alla finalizzazione in quelle condizioni. Fa capire la qualità del nostro lavoro. Mi ha fatto male vedere persone che hanno sputato sentenze ignorando le circostanze, sono invidiosi e rosiconi. Adesso la verità si sa, mi aspetto che in parecchi si sciacquino la bocca. Non è questione di stage, coach o palestre: ora la dinamica è chiara. Onore a Stefano”.

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