Un combattente nato: la storia di AJ Cunningham

Un combattente nato: la storia di AJ Cunningham

L’impressionante storia dell’infanzia di AJ Cunningham riportata dalla testata statunitense mmaprospects.com

Il ventiseienne AJ Cunningham (7-1) si è fatto notare nel 2020 registrando un record di 3 vittorie in 3 incontri. Lo stesso fighter statunitense ha definito il suo 2020 come l’anno migliore della sua carriera, fino ad ora, e si aspetta un 2021 ancora più sorprendente. Cunningham prevede per sé stesso un futuro roseo: “Vedremo dove sarò tra tre anni, saranno loro (si riferisce alle maggiori promotion mondiali di MMA, ndr) a precipitarsi da me. Il mio piano è di essere tra i più grandi della UFC, non di fare una rapida apparizione e poi scomparire”.

L’atleta originario dell’Arkansas (U.S.A.), però, combatte da molto prima che iniziasse la propria carriera come fighter professionista.

Nato come Jimmy Stacey III cambia, per protezione, il proprio nome in Austin Cunningham quando viene adottato. È lo stesso atleta a descrivere il proprio padre come un membro della gang di supremazia ariana chiamata “Aryan Brotherhood”. La fratellanza ariana è stata definita dalla “Anti-Defamation League”, principale agenzia non governativa che si occupa di diritti civili ed umani, come la più antica e famigerata banda carceraria razzista degli Stati Uniti.

Austin ha detto di voler raccontare la sua storia non per chiedere compassione, ma per far capire il dolore e gli orrori che lui ed i suoi fratelli hanno vissuto nella loro infanzia. “Mi sorprende che nessuno di noi sia morto. Ho vissuto per otto anni della mia vita con i miei genitori biologici. Loro, però, non li reputo i miei genitori perchè i miei veri genitori sono coloro che mi hanno adottato. Mio padre biologico era un pazzo, ci avrebbe picchiato a morte. Una volta ha preso un pezzo di legno con dei chiodi ed ha picchiato mio fratello. L’ha colpito alla testa, l’ha gettato in un armadio e lì l’ha rinchiuso. Dopo un po’ ha gettato nell’armadio un asciugamano dicendogli: ‘pulisci’”.

Per far comprendere meglio la propria infanzia, AJ ha raccontato ulteriori storie di abusi:

“Aveva questo trattamento che chiamava ‘trattamento al miele’: prendeva cibo e bevande dal frigorifero e li versava su di noi. Poi ci faceva andare a dormire fuori con i pitbull”.

Cunningham ha continuato raccontando di quando suo padre iniettava steroidi ai bambini, allora avevano tra i 4 ed i 6 anni, costringendoli a combattere uno contro l’altro.

In una situazione simile, non ci volle molto prima che gli insegnanti e gli assistenti sociali della scuola iniziassero a tenere d’occhio Jimmy Stacey III ed i suoi fratelli; erano pieni di cicatrici, lividi ed avevano continuamente uno strano comportamento. Vennero allontanati dalla loro famiglia biologica e dati in affidamento. Inizialmente furono adottati solo i tre fratelli di AJ. Lui venne messo in un centro di detenzione minorile a seguito di una serie di incidenti che attribuisce agli abusi del padre. Il forte legame con i fratelli ha, poi, portato sua madre adottiva, Christine, a tenere unita la famiglia ed accogliere in casa anche lui. “La nostra amorevole madre ci ha adottati, quattro ragazzi, a soli 23 anni” sottolinea emozionato Austin.

Cunningham, che ora ha 26 anni, è diventato un lottatore professionista di MMA con un brillante futuro in questo sport. Suo fratello, Abdel, è entrato nella marina degli stati uniti ed Arnold, altro fratello di AJ, era un difensore della squadra di football americano dell’Arkansas State University. Tuttavia, gli anni di abusi e maltrattamenti hanno lasciato segni indelebili nella mente e nel corpo di Cunningham e dei suoi fratelli; infatti, pur essendo un atleta professionista, AJ ha persistenti problemi di salute ed una vista molto ridotta.

Ad ogni modo, Cunningham non si è mai fatto sopraffare dalla vita ed ha sempre reagito. Parlando del suo futuro da professionista ha affermato: “Matt Weibel (manager dell’atleta, ndr) sta parlando con LFA ed iKON (promotion americana in cui vanta una vittoria per decisione unanime, ndr) dicendo loro che sono pronto a combattere quando vogliono. Se ho una chiamata per combattere la prossima settimana, io ci sono”. Come ha sempre fatto, AJ Cunningham vuole solo combattere.

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Fonte immagine di copertina: pyramidfightsmma.com

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