Di Chirico spiega il KO su Buckley e l’equivoco con White

Di Chirico spiega il KO su Buckley e l’equivoco con White

Alessio Di Chirico si concede a Fatti Marziali e spiega il KO su Buckley, le sue dichiarazioni post match e l’equivoco con Dana White. 

Alessio “Manzo” Di Chirico (13-5) è reduce dalla straordinaria vittoria ai danni di Joaquin Buckley. Lo abbiamo interpellato sul suo memorabile successo e su ciò che è accaduto dopo l’incontro.

Ci racconti come hai vissuto il match da dentro la gabbia, le tue sensazioni provate nella sfida?

Non mi ricordo molto a dire il vero (ride, nda). So di essere andato a segno con un diretto destro, l’immagine mentale successiva è di Buckley che barcolla, così mi ci sono fiondato addosso. Avevo dimenticato questa sensazione.

Il tuo gameplan é sembrato consistere nella gestione della distanza ricorrendo ai leg kick per ridurre la mobilità di Buckley. Poi quell’head kick spettacolare. Hai preparato così l’incontro? Il calcio finale era un colpo programmato oppure hai seguito il tuo istinto?

Sì, è vero. Per definire la strategia abbiamo lavorato molto sui low kick, Michele Verginelli ci ha insistito tantissimo, e in effetti sono stati la chiave per andare a segno con l’high kick. Tuttavia il colpo è partito da solo, per istinto, e come ti dicevo prima, se ci penso adesso neanche me lo ricordo! So che sembra strano ma è così. Sono automatismi.

Hai rifiutato le interviste post match, dichiarando che non ti sembra corretto interpellare solo il vincitore. Ci vuoi spiegare meglio questa tua presa di posizione? Ti aspetti ritorsioni da UFC?

Ma non è una polemica contro UFC, assolutamente. É dovuto a una sensazione di frustrazione che ho accumulato dopo tre incontri persi ai punti, in cui mi sono sentito messo da parte. Quindi ho deciso di lanciare questo messaggio di lealtà e rispetto. Non intendevo dire che i fighter debbano essere necessariamente intervistati entrambi dentro l’ottagono, so bene che in caso di KO o di incontri particolarmente pesanti è possibile che uno degli atleti coinvolti non sia in condizione di parlare a caldo. Però nelle conferenze stampa post match sarebbe opportuno, qualora le condizioni fisiche lo consentano, far esprimere entrambi i fighter.

In molti stanno festeggiando la tua vittoria come trionfo delle MMA italiane, in quanto hai preparato totalmente l’incontro in Italia. Vuoi aggiungere qualcosa in merito?

Sono davvero felice per questo. Ripeto: i campioni non si fanno nelle palestre, si fanno con qualcosa che hanno nel loro profondo: un desiderio, un sogno, una visione, Lo diceva Muhammad Ali. In ogni caso, conta poco, non era tutto da buttare prima e non è tutto perfetto oggi. Sappiamo dove migliorare.

Senti di esserti sbloccato a livello mentale? Sabato sera è iniziata una nuova fase della tua carriera?

Mi sento bene, farò il massimo per rendere orgogliosa la mia famiglia del cognome che porta.

Colgo anche l’occasione per chiederti di chiarire l’episodio con Dana White negli spogliatoi, se ti va.

In realtà si è trattato di un grande equivoco. Dopo il match ho avuto un calo di adrenalina e non ci ho capito granché, tanto è vero che all’inizio neanche l’avevo riconosciuto, sembra assurdo lo so, ma è così. Gli ho fatto recapitare un messaggio dal mio manager, ed è tutto ok. Figurati se non eravamo entusiasti della vittoria, evidentemente non lo abbiamo fatto trasparire. Ma siamo felicissimi e molto sereni verso UFC, l’ho anche precisato in un post per essere chiaro.

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