Carlo Di Blasi: “Nei prossimi quattro mesi ne vedremo delle belle”

Carlo Di Blasi: “Nei prossimi quattro mesi ne vedremo delle belle”

Intervista esclusiva a Carlo Di Blasi, presidente di Fight-1 e di One Championship Italia

Carlo Di Blasi è una delle figure più conosciute del mondo del fighting italiano. Come lui stesso ha ricordato in un’intervista rilasciata anni fa ad MMAARENA.com, inizia la sua carriera da promoter nel Maggio 1986, con i campionati italiani di Savate. Il 1986 segna un anno di svolta per l’attuale numero uno dei Fight-1; infatti, inizia a dedicarsi esclusivamente alla promozione di eventi ed all’insegnamento. In qualità di insegnante comincia a sperimentare, presso la sua palestra milanese “Accademia Europea”, le nuove discipline che negli anni ’80 nessuno conosceva realmente in Italia: la Japanese Kickboxing, ora conosciuta come k-1, e la Muay Thai. Nel 1996, l’ennesima svolta nella vita dell’allora allenatore-promoter Di Blasi; infatti, ad Aprile 1996, va in scena il primo evento targato Oktagon. Questo evento ottenne sempre maggiore importanza, anche grazie alla fitta rete di conoscenze che ha permesso a Di Blasi di avere sponsor e visibilità per il suo evento. Oggi, Oktagon è uno degli eventi di punta del panorama italiano; negli anni ha affiancato ed ospitato promotion mondiali come Bellator, Glory, Venum Victory World Series, K1 e molte altre.

In questi mesi si è schierato contro il blocco delle palestre. In qualità di presidente di Fight-1 ha avuto modo di discutere della situazione con un rappresentante delle istituzioni?

Ad Ottobre abbiamo fatto una manifestazione in cui siamo scesi in piazza con tutte le società sportive. Non erano presenti solo personalità di Fight-1; in realtà, l’iniziativa è nata dal mondo del kung-fu e si è estesa a tutti gli sport.

Purtroppo, l’effetto social ci ha remato contro: abbiamo avuto circa 28’000 visualizzazioni, ma eravamo poco meno di 300 persone a metterci la faccia. Se chi ha visualizzato fosse sceso in piazza, forse qualcosa si sarebbe mosso. È comodo partecipare con un like che, però, non porta a niente. Quindi, abbiamo fatto qualcosa; però, la maggioranza del mondo sportivo è stato a guardare applaudendo, ma non facendo nulla di concreto.

Ora il blocco palestre è stato protratto fino a Marzo. I titolari delle palestre stanno realmente ricevendo i ristori stanziati dal Governo?

Premetto che, ignobilmente, le palestre vengono sempre chiuse per prime e riaperte per ultime; si può definire ciò una follia perché la regolamentazione nelle strutture è totalmente aderente alle disposizioni della normativa. In palestra esiste la catena del comando, tipica dello sport in generale, che diventa quasi militare negli sport da combattimento. Inoltre, per la maggior parte dei casi, si tratta di strutture accessibili solo agli associati; è, quindi, possibile sanzionare ed inibire, per le volte future, coloro i quali non dovessero rispettare le regole stabilite.

Dopo aver evidenziato l’ingiustizia subita dalle palestre, passiamo a come lo stato ha risposto. I cosiddetti ristori sono stati: per quanto riguarda il singolo insegnante di 600-700€, mentre per quanto riguarda le palestre c’è stata differenziazione tra palestre con in essere un affitto e palestre senza locazione. In entrambi i casi, quanto versato è notevolmente inferiore a quanto i soggetti sportivi avrebbero percepito lavorando. Dando una quota degli affitti la situazione non si è risolta, perché il canone è solo una parte di quanto le palestre devono sostenere; ad esempio la maggior parte dei nostri associati ha in essere vari leasing, aperti per poter acquistare i macchinari.

Bisogna anche sottolineare che i 600€ dati a Milano, hanno un potere di acquisto differente rispetto ad un piccolo paesino, anche lombardo, fuori città.

Le palestre sono oramai chiuse da mesi, come si possono contenere i danni?

Per l’attività sportiva i mesi non sono tutti uguali; Gennaio e Febbraio sono i mesi principali. Ci hanno tolto un pezzo di Ottobre, tutto Novembre, tutto Dicembre ed ora Gennaio e Febbraio, rimane solo Marzo come mese buono per le palestre perchè da Aprile si ha un calo nelle iscrizioni! A Maggio, Giugno e Luglio, quando abbiamo aperto, non abbiamo coperto le spese, abbiamo lavorato in perdita. Ad Ottobre è arrivato il periodo di prova in cui hanno verificato il rispetto delle direttive da parte delle palestre. Nonostante sia andato benissimo, le stesse istituzioni l’hanno riconosciuto, è arrivata la chiusura. Il risultato è stato che nella settimana di prova nessuno si è iscritto, per via dell’incertezza, e poi abbiamo chiuso.

Attraverso i fondi europei che stanno arrivando, dovremmo seguire il modello tedesco. La Germania è chiusa fino a Maggio, gli stipendi vengono pagati al 75% e le aziende hanno contributi veri. Allo stato costerà tanto, ma sarà comunque meno che pagare la ricostruzione; potranno richiedere le tasse alle imprese che, attraverso tale soluzione, sono rimaste in piedi. Quindi, per farla breve, la soluzione che propongo è la chiusura totale per l’Italia con veri contributi. Non una pezza, ma un contributo che comprenda il danno emergente ed il lucro cessante. Veri versamenti che comprendono anche un pezzettino del guadagno, così da permettere di vivere.

In merito alla chiusura delle attività fino al 5 Marzo, preferisco avere certezza di diritto; quindi, chiusura totale ma entro una certa data.

Lei è stato nominato presidente di One Championship Italia, nella vita operativa quotidiana quali compiti le spettano?

Io ho una competenza diretta sull’Italia ed una competenza indiretta sull’Europa, finché non vengono indicati altri presidenti nelle altre nazioni europee. Il che si esplicita in piena titolarità sui fatti italiani, come indicare atleti ed indicare operazioni da fare in Italia; brevemente, tutto ciò che riguarda il mondo One Championship in Italia è di mia competenza. Ricopro lo stesso ruolo negli altri stati europei, ma con la riserva che nel momento in cui verrà indicato qualcun altro il mio ruolo in quel paese decade.

In Russia, ad esempio, mi sono occupato di “Road to ONE”, il torneo di selezione per entrare in One Championship trasmesso in diretta dall’app della promotion. Stiamo organizzando i vari “Road to One” nei paesi europei, e quando sarà finita l’organizzazione gli annunceremo. Collateralmente, ma sempre in collaborazione con One Championship, mi occupo, in qualità di vice-presidente di GAMMA, di tutto il mondo delle MMA, che tende ad andare verso il riconoscimento olimpico.

Sappiamo che One Championship sarebbe dovuta sbarcare in Italia già lo scorso anno. Purtroppo la pandemia globale ha modificato i piani; quando sarà possibile vedere la promotion asiatica in Italia? 

C’era un progetto prima del Covid ed uno adesso che c’è il Covid. Prima che arrivasse il virus, il progetto stava andando come volevamo: era necessario che One avesse una visibilità forte in Italia. Attraverso la loro rilevazione dei dati, affidata a Nielsen, sappiamo che abbiamo raggiunto la visibilità chiesta ad Ottobre 2019, con la vittoria di Giorgio Petrosyan nel world GP e la diretta televisiva su Mediaset Italia 2, la prima della storia sulla rete digitale gratuita. Con tali dati il 2020 era pronto per l’approdo di One Championship nello stivale ed avevamo una card bellissima; ma tra il dire ed il fare c’è di mezzo il Covid. Adesso bisognerà vedere cosa succederà, i tempi sono impossibili da dare oggi per via della situazione che stiamo vivendo.

One ha tutti i migliori kickboxer 70kg al mondo. Sono quasi tutti europei ed i thailandesi sono famosissimi anche qui da noi. Con nomi simili è possibile riempire tutti i più grandi palazzetti dello sport d’Italia.

Come detto, One ha tutti i migliori kickboxer; per quanto riguarda le MMA è il numero uno in Asia ed ha la concorrenza vera e forte di altre promotion nel resto dei continenti. Però, sommando ring ed MMA, si può dire che One Championship è la prima promotion di fightining al mondo e l’approdo in Italia sarà un evento importantissimo.

Ha detto che tra le sue competenze rientra anche l’indicazione degli atleti a One Championship. Ci saranno entrate di nuovi atleti italiani da qui a breve?

A breve annunceremo una serie di match che coinvolgono atleti italiani, che però non posso annunciare ora perché la politica di One è di pubblicare i match a due settimane dall’evento.

One ha attualmente molti atleti e, come tutte le promotion, deve prima di tutto dare da mangiare agli atleti che ha. Comunque, in questo momento, per le MMA, sto seguendo una serie di atleti europei. In modo particolare, spererei entrasse nel roster una ragazza che sto tenendo d’occhio. Per quanto riguarda gli italiani spero emergano talenti nelle MMA dalle prossime gare.

Invece, nel mondo della kick e della muay thai abbiamo tantissimi talenti nel belpaese; il punto è che anche One ne ha tantissimi. Per fare un esempio, Hamza Imane ha avuto la chiamata contro Andy Souwer; ma, il match non si è concretizzato perché era infortunato. Questa è solo una delle tante offerte che gli atleti italiani hanno ricevuto e che non si sono realizzate.

In Italia, lei ha già provato una modalità simile a “Road to One” per l’accesso ad Oktagon, con partecipanti al torneo selezionati sulla base del ranking. In futuro si presenterà questa modalità per l’accesso nella promotion asiatica anche in Italia? Sarà, quindi, indispensabile essere un atleta di Fight-1 per poter accedervi?

Sono sempre lo stesso, non cambio le mie regole che mi hanno permesso di avere la fiducia delle grandi promotion. Io lavoro con la tribù dell’eccellenza; quindi ci sarà un Road to ONE Europe, già messo in pista per altri paesi europei fino a Giugno, che dovrebbe arrivare in Italia nella seconda metà di quest’anno, disposizioni permettendo.

Se un atleta ritiene di essere un’eccellenza, non credo sia un problema entrare nel mondo dell’eccellenza; ed in Italia noi abbiamo tutti gli atleti più forti e richiesti.

Oktagon Courmayeur è già stato rimandato due volte per causa della situazione legata al Covid-19. Inizialmente l’evento era fissato per Aprile 2020, poi spostato a Dicembre 2020. Nonostante la situazione di incertezza, è stata comunque fissata una nuova data e card?

Gli atleti di punta sono quelli che avevamo già annunciato; il format, però, potrebbe cambiare totalmente perché il mio nuovo progetto è quello di far rientrare nell’evento anche il “Road to One”. La mia idea è far diventare Oktagon il braccio armato di One Championship, come successo in precedenza con altre promotion. È stato così ad Ekaterinburg, RCC (Russian Cagefighting Championship, ndr) potrebbe essere definito l’omologo russo di quello che è Oktagon in Italia. All’interno dell’evento “Fair Fight XIII” c’è stato “Road to One”. Al centro del ring c’era il marchio di One Championship ed era in diretta sull’app di One. Questo sarà il format che proporrò alla promotion quando avrò la data certa; One Championship è molto concreta e vuole che le siano proposte dei progetti solidi e date precise.

Non ho mai annullato un evento, al massimo mi è capitato di post porlo come in questo caso. Io vado avanti per la mia strada, come ho sempre fatto. La location sarà Courmayour, sono anche nostri partner. Bisognerà capire quando si potrà fare sulla base delle disposizioni italiane e se la data sarà compatibile con i progetti di One Championship.

Martine Micheletto, sua assistita, è da molto tempo affiancata a One Championship ed i risultati positivi non sono mancati. È realmente prossima all’entrata nel roster di One?

Ritengo che la distanza tra la Micheletto e le sue avversarie sia molto simile alla distanza tra Giorgio Petrosyan ed i suoi avversari. Martine, in buona sostanza, è di un’altra dimensione. È imbattuta da tre anni, ha ottenuto la medaglia d’oro ai mondiali IFMA del 2018 ed il titolo di miglior atleta, tra uomini e donne, del torneo. È la numero 1 assoluta nella categoria 56.700 kg ed è l’atleta donna più cercata dai vari promoter.

One l’ha già richiesta una volta; però, trattandosi di una chiamata in short-notice, non si è concretizzato il match perché lei non deve dimostrare nulla.

Ci sono tantissime richieste anche da parte di altre promotion. Io, ovviamente, spingo affinché Martine vada in One, ma la decisione definitiva è dell’atleta. Bisogna tener presente che in One, Martine, sarebbe una delle tante superstar mondiali; mentre altre promotion sarebbero disposte a svenarsi per far approdare la Micheletto nei propri eventi e spingere un fenomeno.

Altro suo assistito è Mustapha Haida. L’atleta fiorentino ha fatto la sua ultima apparizione a Maggio 2019, quando ha mandato K.O. il portoghese Eder Lopes ad Oktagon. In One Championship, invece, è apparso l’ultima volta nel Febbraio 2019 contro Holzken. Oltre alla causa ovvia legata alla pandemia, ci sono altre ragioni della sua assenza dal ring? È già stato programmato il suo prossimo incontro?

Haida ha combattuto ad Oktagon un match fantastico, è in generale un atleta fantastico. Combatte in One nella categoria dei 77kg, dove non ha bisogno di fare tagli e riesce ad esprimere la sua massima potenza. Il taglio del peso fa male all’atleta ed allo spettacolo, perché il fighter sale sul ring già esausto.

Personalmente ritengo che Haida abbia perso il match con Holzken perché non ci ha creduto, aveva tutti i numeri per vincere. È comunque nel ranking dei migliori 5 di One ed a breve avrà la sua chance per ben figurare nella promotion. L’ho sentito e posso assicurare che è preparatissimo fisicamente e mentalmente.

È rimasto lontano dal ring perché ci sono state due occasioni in cui avrebbe dovuto combattere. Però, non ha disputato nessun match perchè una volta ha avuto un problema lui e l’altra volta ha avuto un problema il suo avversario.

Il campione di muay thai Nong-O ha sfidato pubblicamente Giorgio Petrosyan; questa notizia ha avuto molta risonanza mediatica (è stata ripresa dai profili ufficiali di One Championship) ed ha creato interesse tra i fan asiatici. Sarà lui il prossimo avversario di “The Doctor”?

Come detto in precedenza, la promotion è molto concreta ed ha la politica di annunciare gli incontri circa 15 giorni prima dell’evento. Posso, però, escludere che Giorgio andrà contro Nong-O.

One Championship è stata accusata di poca trasparenza nei controlli antidoping. In particolar modo, la testata americana Bloodyelbow ha fatto un lungo articolo di inchiesta in cui accusa la promotion (riportata in italiano da Fatti Marziali). Può fare chiarezza in merito la procedura di test da parte dell’organizzazione asiatica?

La domanda dei controlli antidoping di One dev’essere rivolta direttamente alla struttura One Championship. Come semplice persona che è stata a bordo ring di One, posso dire di aver visto gli atleti essere sottoposti a controlli medici prima e dopo il match, in cui è compresa anche la prova dell’urina. Detto questo, i dati tecnici non li so e non è di mia competenza saperli.

Invece, come Carlo Di Blasi, vicepresidente di GAMMA, ricordo che la nostra policy è quella di un controllo dato ad un soggetto terzo. ITA (International Testing Agency) ha avuto il mandato da GAMMA di supervisionare tutte le sue gare ufficiali di torneo. Quando farò tornei ufficiali GAMMA in Italia, ci sarà la supervisione di ITA.

Per gli eventi futuri di One in territorio di mia competenza, si occuperà sempre la promotion dell’aspetto dei controlli antidoping. Però, essendo nel mio territorio di competenza, farò proposte per lavorare con ITA. Detto questo, qualora la promotion volesse lavorare con i propri laboratori, medici ed analisi andranno avanti con loro, perché la sicurezza degli atleti è sempre stata interesse di One, vedere la politica sul taglio del peso.

One Championship è l’unica promotion che davvero tiene agli atleti e non li tratta come semplici asset economici. Si basa su una persona, Chatri Sityodtong, che è il fondatore e CEO dell’organizzazione. È una persona che ha fatto tutto per passione; infatti, i valori di One sono reali. Chatri ad ogni evento, prima che arrivasse il covid, andava personalmente negli spogliatoi. Nel corridoio arrivavano tutti gli atleti e lui arringava un discorso, che poi diventava motivazionale anche grazie al suo grandissimo carisma. Ho visto lacrime scendere dagli occhi di alcuni atleti. Nel discorso, ripeteva l’etica del cavaliere: gli atleti sono dei modelli che devono ispirare i giovani, devono essere dei cavalieri senza macchia e con onore.

Questa filosofia si trova anche nella ricerca degli atleti da parte di One. Se un atleta ha avuto un passato di doping o precedenti penali, questo viene scartato. Io, recentemente, ho dovuto sconsigliare un atleta che a me piace molto, ma che ha un passato di doping.

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Immagine di copertina: profilo Instagram di Carlo Di Blasi

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