De Carolis: “Sto lavorando per un match ad alta intensità”

De Carolis: “Sto lavorando per un match ad alta intensità”

Giovanni De Carolis (28-9-1, 13Ko) tornerà a combattere. Dopo più di un anno senza incontri, il campione del mondo Giovanni De Carolis, combatterà per il titolo vacante della European Boxing Union (EBU), contro l’inglese e imbattuto Lerrone Richards (14-0-0, 3Ko).

L’incontro che si sarebbe dovuto disputare in Italia si disputerà invece in Inghilterra grazie all’accordo trovato tra la Buccioni Boxing Team e la Matchroom Boxing di Eddie Hearn.


Com’è cambiata la preparazione in era Covid, in vista del prossimo incontro?

La preparazione è stata molto diversa. Da inizio pandemia abbiamo dovuto adattarci. Per mia fortuna ho molto spazio e la mia palestra vicino casa dove mi sono potuto allenare. Ovviamente non è come allenarsi con maestro e compagni, ho dovuto trovare nuovi stimoli. Durante tutto il 2020 ero sfidante al titolo europeo ma hanno rimandato il match 5 volte, ero ad inizio preparazione quindi ero costretto a rallentare e poi ripartire. E’ stata abbastanza complicato anche mentalmente, ma il problema sanitario era più importante rispetto allo sport e l’allenamento mi dava la possibilità di sfogarmi.

Sei lo sfidante ufficiale al titolo EBU da più di un anno e ben 5 avversari hanno rifiutato l’incontro. Quale credi che sia la motivazione?

Il primo avversario Emre Cukur (15-1-0, 3Ko) è decaduto come sfidante per via della sconfitta subita. Successivamente avrei dovuto affrontare pugile con cui ho combattuto due volte per il titolo mondiale Tyron Zeuge (24-1-1, 14Ko), il match prima ha subito uno slittamento di data, poi è stato annullato a causa di un infortunio di Zeuge. Un infortunio dubbio, ma non avendo prove, abbiamo dovuto accettare il certificato medico. Poi avrei dovuto affrontare Maksym Bursak (37-6-2, 16Ko), con il quale ho combattuto nel 2008, ero molto motivato per la rivincita, Buccioni aveva vinto l’asta, ma Bursak non voleva combattere in Italia. Successivamente avrei dovuto affrontare Leon Bauer (17-0-1, 9Ko) con il quale avevo già fatto sparring nel 2019 in Germania, ma credo che abbia rifiutato per motivi economici o di preparazione. Ora abbiamo questo avversario inglese, Richards. Mi auguro sia la volta buona.


Che idea hai del tuo avversario?

Ho le idee abbastanza chiare, l’ho visto combattere e già lo conoscevo. E’ un pugile mancino, di ottima tecnica e tempismo. Non sembra avere il colpo molto duro, ma questo dato può essere opinabile. Anche con pochi match i pugili inglesi hanno affrontato avversari di rango. La percentuale bassa di KO, va letta in base agli avversari. So di dover disputare un match di alta intensità e sto lavorando per quello.


Il mondo dello sport, a parte qualche eccezione, è fermo da un anno. Quali saranno secondo te le ripercussioni per i gestori delle strutture e per chi praticava sport?

Avendo una palestra, posso dire che le ripercussioni saranno pesanti. Questo fermo causerà un buco, non solo economico. Nello sport la continuità è importante e le persone si potrebbero abituare ad un altro stile di vita. Dovremo lavorare per far capire alle persone l’importanza dello sport e farle avvicinare allo sport. Molte palestre sono con l’acqua alla gola, altre non ce l’hanno fatta, bisognerà lavorare molto per non far chiudere i battenti. Non devono impegnarsi solo gli addetti ai lavori, ma anche i proprietari dei locali o delle agevolazioni statali per far avvicinare le persone allo sport e dare nuova linfa vitale alle attività.

La Buccioni Boxing Team aveva vinto l’asta per organizzare l’evento con in palio il titolo EBU, che si sarebbe dovuto svolgere in Italia. Con l’accordo trovato con la Matchroom Boxing, l’incontro si svolgerà in Inghilterra. Avresti preferito disputare la sfida in Italia?

La Buccioni Boxing Team ha provato fino alla fine a portare questo match in Italia e Davide Buccioni ha fatto davvero i salti mortali, ma ogni volta nonostante aver vinto l’asta avevamo sempre dei rifiuti da parte degli avversari. Per fortuna poi è arrivato l’accordo privato tra Matchroom Boxing e BBT e siamo contenti di poter combattere. Ovviamente mi sarebbe piaciuto combattere in Italia anche se non so se sarebbe stato possibile fare l’incontro nel nostro paese. È un anno e mezzo che non combatto, quindi abbiamo deciso di cogliere quest’occasione, a me piace combattere all’estero e sono sicuro che avrò una motivazione ancora più grande per fare bene.

Negli ultimi anni il pugilato in Italia è cresciuto molto, ma è ancora lontano dai livelli inglesi. Cosa manca ancora per fare il salto di qualità?

Il pugilato è cresciuto sia a livello di numero di praticanti che di livello tecnico. Sono stato in Inghilterra per sedute di sparring e ci sono ragazzi molto forti che riescono a vivere di pugilato, ma ce ne sono anche altri nelle nostre condizioni o addirittura peggiori. Ho visto pugili costretti a vendere i biglietti. A noi non manca molto, è solo una questione numerica, avendo meno praticanti abbiamo una “selezione naturale” diversa. Sono fiducioso, nei prossimi anni avremo tanti ragazzi competitivi anche all’estero. Dobbiamo farli crescere con le giuste motivazioni e con le giuste possibilità, anche quella di realizzare il sogno di diventare pugili professionisti.

La data per l’incontro valido per il titolo EBU, non è ancora stata fissata. L’incontro verrà trasmesso, come per tutti gli eventi targati Matchroom Boxing, sulla piattaforma di DAZN.

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