Boxe, Mazzon: “Pronto a dare spettacolo contro Sestili”

Boxe, Mazzon: “Pronto a dare spettacolo contro Sestili”

Intervista al pugile Christian Mazzon qualche settimana prima del suo impegno contro William Sestili, in diretta su DAZN il 26 febbraio. 

Venerdì 26 febbraio andrà in scena un nuovo evento figlio del sodalizio tra Matchroom Boxing, Opi Since 82 e DAZN.

La card si svolgerà all’Allianz Cloud di Milano con un main event di rilievo, in cui si affronteranno Daniele Scardina (18-0) e lo spagnolo Cesar Nunez (17-2-1) per il vacante titolo dell’Unione Europea dei pesi supermedi.

Ad aprire la serata sarà l’incontro tra il milanese Christian Mazzon (4-0, 3 KO) e William Sestili (2-0-1, 1 KO) nella categoria dei welter. Ed ecco le dichiarazioni di Mazzon, già campione italiano da dilettante nel 2018, a poche settimane da una primissima, potenziale svolta della sua giovane carriera.

A fine febbraio esordirai su DAZN, in occasione del tuo quinto match da pro. Come ti senti a calcare un palcoscenico così importante?

Sono molto contento, è una grande occasione in una card di alto livello. Mi sento davvero carico, non vedo l’ora di regalare un’ottima performance ai telespettatori.

Quando un pugile è ad inizio carriera, spesso gli avversari che affronta hanno pochi match, come nel caso di Sestili. In che modo avviene quindi la preparazione tecnica all’incontro? Riesci a reperire materiale per studiare l’avversario oppure metti a punto una strategia di combattimento standard?

Penso più a me stesso, nel senso che sono concentrato sul migliorarmi ogni giorno nelle sessioni in palestra. Ovviamente ho anche guardato qualcosa del mio avversario, ma non mi soffermo troppo su chi devo affrontare. Anzi, mi focalizzo maggiormente sul mio stile e le mie abilità. Alla fine il match riesco sempre a portarlo, bene o male, nella direzione che mi interessa.

Sestili è imbattuto (con uno score di 2 vittorie e un pareggio), ed è la prima volta che affronti un pugile dal record positivo. Che tipologia di incontro ti aspetti? Cosa pensi del tuo avversario dal punto di vista tecnico?

Sarà un match divertente, un bello show, ne sono sicuro. Al mio avversario piace cercare la corta distanza per scambiare, quindi regaleremo spettacolo. É un bravo pugile, devo restare concentrato e tenerlo sempre d’occhio.

Sestili ha esordito nel 2018, e da allora ha disputato tre match, l’ultimo a giugno 2019. Tu hai debuttato proprio nel 2019, e i primi tre incontri della tua carriera li hai disputati tutti in 12 mesi. Credi che l’inattività del tuo avversario possa giocare un ruolo chiave nel match?

Dovresti chiederlo a lui, ogni pugile reagisce a suo modo. Dipende anche dagli sparring che ha avuto in palestra, con chi ha fatto i guanti, come li ha svolti e in generale dal modo in cui si è allenato. Se è stato lontano dalla boxe in assoluto e non ha combattuto per questo, saranno affari suoi quando si troverà me davanti. Altrimenti, se si è comunque mantenuto in forma, la ruggine passa in fretta.

Sul quadrato le misure si ritrovano velocemente. Bastano pochi minuti per riprendere confidenza, ritmo e sciogliersi, se dietro c’è una buona esperienza, anche da dilettante.

Quali pensi siano i tuoi pregi sul ring e colpi migliori, mentre su quali aspetti credi di dover ancora lavorare?

Nella prima categoria metterei il gancio sinistro, che spesso riesco a doppiare, così come faccio per tutti i colpi che metto con la mano sinistra, perché mi piace come azione. Ho una buona difesa dato che muovo molto il tronco: è un aspetto fondamentale per un pugile, su cui mi alleno tanto. Anche i pregi, comunque, vanno migliorati ogni giorno in palestra.

Riguardo ai difetti, punto ad essere il più completo possibile, quindi cerco di progredire a tutto campo. A volte mi capita di iniziare le riprese con troppa foga agonistica, dando tutto e subito, quando invece mi converrebbe ragionare ed essere più tattico. Ma amo scambiare con il mio avversario e le azioni intense, quindi devo imparare a placare il mio istinto in alcune circostanze sul ring.

Tecnicamente su cosa hai lavorato nel passaggio dal dilettantismo al professionismo? Quali sono le principali differenze a cui un pugile deve adattarsi?

Cambia tutto. A livello mentale, negli sparring, il ritmo, i colpi che usi, tutti finalizzati a mettere in difficoltà chi hai davanti. É un altro sport, da pro un calo di attenzione in qualsiasi momento può essere fatale. Bisogna sempre tenere gli occhi spalancati e la mente lucida.

Quando sono diventato professionista, la prima cosa a cui mi sono dedicato è stata il miglioramento delle mie capacità difensive. Un pugile che prende tanti colpi, ha carriera breve.

Sei un peso welter. È una categoria vicino al tuo peso forma oppure devi fare una dieta ferrea? Pensi che in futuro ti vedremo in divisioni superiori?

Oscillo tra i 72 e i 73 kg per tutto l’anno, fuori dai match, quindi è la mia giusta dimensione. Poi, quando ho un incontro, in 8 giorni riesco a tagliare per rientrare nel limite di categoria, e durante il camp mantengo comunque alti livelli energetici per dare il meglio di me. Tutto questo grazie al mio nutrizionista Roberto Scrigna.

In futuro resterò nel welter, almeno fino a quando la mia massa muscolare me lo consentirà. Se diventerà troppo imponente per questo peso, ma parliamo di anni, valuteremo il da farsi.

Hai una croce celtica tatuata sul fianco destro. Perché questa scelta? C’entra la politica?

No, assolutamente no. Sono molto cristiano, credo nel Signore. Volevo solo un tatuaggio d’impatto, una croce di una certa dimensione, e quella celtica mi piace molto come simbolo. Per il resto, sono apolitico.

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