UFC, Overeem si racconta: “I miei 22 anni in gabbia. E mi sento ancora al top”

UFC, Overeem si racconta: “I miei 22 anni in gabbia. E mi sento ancora al top”

Alistair Overeem ha concesso una lunga intervista in cui ripercorre la sua carriera e rivela diverse, interessanti curiosità. 

Alistair “The Demolition Man” Overeem (47-18-1) affronterà domenica mattina, ora italiana, il russo Alexander “Drago” Volkov (32-8) nel main event di UFC Fight Night 184, categoria Pesi massimi.

Overeem è un’icona degli sport da combattimento. Ha esordito con la kickboxing nel 1999, stesso anno in cui ha cominciato a cimentarsi nelle MMA. Disciplina a cui si è dedicato completamente a partire dal 2010. L’ingresso in UFC risale al 2011, in occasione del match contro Brock Lesnar.

Da allora Overeem ha ottenuto 12 vittorie e 7 sconfitte, affrontando praticamente tutti gli atleti più importanti della divisione tanto nel presente quanto nel passato, da Francis Ngannou a Stipe Miocic, passando per Junior dos Santos e Fabricio Werdum.

Intervistato dal magazine online The Athletic, Overeem, che oggi ha 40 anni, ha dichiarato, interpellato sui segreti della sua longevità in gabbia: “Mi piace tanto essere un fighter: l’allenamento, i miglioramenti e tutto ciò che ne consegue. É la mia motivazione maggiore. Ho notato che più invecchio e più tempo impiego a recuperare dopo gli incontri, ma amo combattere. Non mi vedo assolutamente a fare qualcosa di diverso, lontano dal fighting”.

“Rispetto a quando ero giovane, il regime di allenamento è totalmente differente. Oggi tutto è ragionato, c’è uno studio dietro, si fanno certi esercizi piuttosto che altri per motivi e scopi ben precisi. C’è stato un incremento notevole di professionalità. Devo riconoscere che ho grandi allenatori da cui imparo molto. La chimica tra i membri del mio team è fantastica. Per questo sto ancora migliorando, nonostante la mia età”.

Overeem prosegue: “Se avessi davanti la versione di me stesso da ragazzo, gli consiglierei di concentrarsi su un continuo miglioramento, perché ci saranno sempre punti deboli da rinforzare e, in generale, cose da imparare. Per questo bisogna avere una mentalità focalizzata sul voler apprendere sempre di più, senza sentirsi arrivati”.

“E poi gli direi di prendersi cura del proprio corpo” precisa l’atleta olandese. “Questo è un argomento ampio, che va dalla dieta, ai massaggi, allo stretching, per prevenire gli infortuni. Se il tuo corpo regge, ci puoi andare ovunque, ma se inizia ad essere acciaccato e stanco, ovviamente ti limita. I due consigli che ho spiegato sono validi in qualsiasi ambito, non solo nelle MMA”.

Sulle circostanze che lo hanno spinto ad iniziare questo sport, Overeem spiega: “Mio fratello mi ha portato in palestra affinché imparassi l’autodifesa e perché diventassi più disciplinato. All’inizio non mi piaceva molto, ma dopo circa un anno sono diventato bravo. Ho imparato ad apprezzare questo stile di vita: battersi con altre persone, i soldi, l’indipendenza. Poi anche mio fratello era un fighter, quindi ho seguito le sue orme”.

“Come dicevo, mio fratello ha influenzato molto la scelta di diventare un combattente” continua “The Demolition Man”. “Ma anche fighter locali e atleti come Vitor Belfort o Igor Vovchanchyn. Li ho davvero ammirati quando ero un adolescente, Vitor era già in UFC. Hanno avuto un ascendente enorme su di me. Anni dopo li ho sfidati al PRIDE. Mi è piaciuto molto affrontarli perché li rispettavo davvero”.

Overeem rivela: “Combattere contro il tuo idolo, nel mio caso Vitor Belfort, è veramente strano. Ma il business funziona così. Affrontarlo per me è stata una convalida del mio livello in quel momento e dei risultati che stavo ottenendo. Quindi è stato bello”. Overeem vinse quel match per submission dopo quasi 10 minuti, nel 2005, e immediatamente dopo sfidò Vovchanchyn, con un altro successo via sottomissione alla prima ripresa, a un minuto e venti secondi dall’inizio del match.

A questo punto gli viene chiesto quali siano i suoi ricordi migliori nell’ottagono: “Ci sono diversi incontri, o momenti, della mia carriera che includo tra i miei preferiti. I due combattimenti con Badr Hari (quando Overeem era un kickboxer, nda) sono stati fantastici, così come quello contro Brock Lesnar, oppure la finale che mi ha incoronato campione dell’organizzazione K-1”.

“Tra i 25 KO del mio percorso sportivo, metto al primo posto quello su Lesnar” dichiara. “In quel momento stavano succedendo molte cose: mi ero appena trasferito negli Stati Uniti, i fan erano impazziti per il match. Con Lesnar tavamo combattendo in piedi, poi gli ho fatto male con delle ginocchiate. Ho visto subito che aveva accusato i colpi, allora ho utilizzato la boxe per poi finirlo con un calcio al fegato. Quella è stata la fine di Brock”.

Infine Overeem affronta un tema delicato: “So di aver subìto anche io diversi KO, ma non sono troppo preoccupato per gli effetti che ciò potrebbe avere in futuro, nella mia vita. I fighter non pensano a queste cose, si vivono il momento. Ma sono molto attento a recuperare nel modo giusto, alla dieta, e mi sento ancora in grande forma. In generale non ho rimpianti nella mia carriera, non cambierei nulla, neanche nelle sconfitte”.

E sull’impegno che lo attende, sostiene: “Riguardo il match con Volkov, so che una vittoria mi avvicinerebbe alla chance titolata. Se vinco, potrò parlare della cintura. Il mio obiettivo è conquistare questa battaglia e prendere ciò che verrà dopo”.

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