TGC 3, giornale la Repubblica: “L’evento è stato clandestino”

TGC 3, giornale la Repubblica: “L’evento è stato clandestino”

Secondo un articolo di la Repubblica, The Golden Cage 3 non poteva svolgersi a causa delle norme anti Covid.

Un articolo pubblicato stamattina scuote il mondo delle MMA italiane. Il quotidiano la Repubblica infatti, a firma di Daniele Autieri, ha diffuso uno scritto dal titolo: “Roma, MMA, lo scandalo degli incontri di lotta vietati dal Cts”. Una sigla che indica il Comitato tecnico-scientifico.

La notizia fa riferimento all’evento The Golden Cage 3, in scena sabato sera con diretta su UFC Fight Pass. Autieri prosegue, nel corso dell’articolo su la Repubblica di Roma: “Un torneo di MMA clandestino. Clandestino perché le Mixed Martial Arts non sono tra le discipline autorizzate dal Coni all’esercizio agonistico in tempi di Covid. È successo sabato sera, all’Heaven Fight Arena di Torraccia San Basilio, dove si è tenuto un evento sportivo internazionale al quale hanno partecipato atleti arrivati anche dall’estero. Una manifestazione organizzata nei minimi particolari. Tutti tranne uno: il rispetto dei vincoli del protocollo sanitario”.

L’articolo di la Repubblica specifica: “Le regole prima di tutto: dal marzo scorso in Italia gli unici eventi sportivi autorizzati sono quelli riconosciuti di <<preminente interesse nazionale>>”.  E spiega: “Per ovviare al vincolo di legge, gli organizzatori hanno trovato un espediente. Andando a scorrere gli eventi pubblicati sul sito del Coni e sostenuti dall’ente di promozione sportiva Endas, per domenica 6 febbraio è indicato un torneo di Kick Jitsu. Il Kick Jitsu è un altro sport di combattimento, molto diverso però dalle MMA. Si tratta infatti di una forma di lotta che prevede un contatto leggero, e si pratica con casco e protezioni”.

Autieri chiarisce: “A differenza delle MMA, il Kick Jitsu ha un punto a suo favore: la sua pratica è ammessa. Così, mascherato da quello che non è, il torneo si è tenuto dietro le porte chiuse della palestra di San Basilio. Il tentativo di nascondere la vera natura dell’evento è crollato nelle ultime ore, quando sui social hanno cominciato a circolare le pubblicità della promotion The Golden Cage, così importante da essere trasmessa perfino su Ufc Fight Pass”.

In seguito viene citato Luigi Perillo, organizzatore di The Golden Cage. “E così, a dispetto delle direttive sanitarie e seguendo un protocollo del tutto anomalo, nei giorni scorsi sono arrivati atleti anche dall’estero per partecipare all’evento” prosegue l’articolo uscito su la Repubblica. “Ma proprio la mancanza di un’autorizzazione sanitaria ufficiale, ha convinto una compagnia aerea a bloccare il viaggio in Italia di alcuni atleti”.

In chiusura: “Un problema che non si sono posti né l’Endas, l’ente di promozione sportiva che ha assegnato una improbabile patente sanitaria all’evento, né gli organizzatori, che per riportare i loro atleti nella gabbia hanno deciso di raggirare le prassi stabilite dal Coni. Resta da capire adesso quali siano stati i protocolli di sicurezza adottati, se gli atleti sono stati sottoposti a tampone o ancora se è stata prevista una quarantena prima degli incontri”.

Peraltro nel corso dell’articolo di la Repubblica, le MMA vengono citate come “lo sport praticato dai fratelli Bianchi” e di nuovo “praticate anche dai fratelli Bianchi, arrestati per aver ucciso di botte Willy Monteiro Duarte”. Prosegue dunque lo stigma su questa disciplina, a cui oggi però si aggiunge una nuova etichetta, quella della clandestinità.

A questo punto è lecito attendersi chiarimenti da parte degli organizzatori.

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