Walter Cogliandro dopo The Golden Cage 3: “Sognare in grande non fa male”

Walter Cogliandro dopo The Golden Cage 3: “Sognare in grande non fa male”

Walter Cogliandro è intervenuto ai nostri microfoni per commentare il suo recente incontro a The Golden Cage 3 che lo ha visto protagonista di una bellissima prestazione che gli ha consentito di avere la meglio contro un forte avversario come Greg Shestakov.

L’incontro che potete trovare sulla piattaforma UFC Fight Pass è stato molto tecnico e ha portato alla luce la completezza di entrambi i fighter con Cogliandro che è riuscito a uscire vittorioso dalla contesa facendosi preferire da due giudici su tre.

Hai ottenuto una vittoria per split decision contro un avversario temibile come Shestakov, ti aspettavi questo tipo di incontro? Il tuo avversario ha tentato in tutti i modi di portare il confronto a terra, ti aspettavi questa sua strategia oppure pensavi a qualcosa di diverso?

Mi aspettavo un match principalmente svolto a terra ma pensavo e speravo di scambiare un po’ in piedi, ho lavorato tanto per migliorare il mio striking in questi periodi di lockdown che volevo mettere in mostra i miei miglioramenti. Purtroppo sono partiti solo pochissimi colpi solo da parte mia perché poi lui. ha applicato la sua strategia e ha portato il match al suolo ogni volta che lo colpivo.

Guardando in diretta il tuo incontro mi è subito venuta in mente la tua sfida con Khampasath di ICF 5. Anche in quella occasione il tuo avversario aveva impostato il suo gameplan sul grappling, nell’ottagono hai avuto sensazioni simili oppure reputi i due incontri diversi tra loro?

E’ stato molto simile sicuramente al match con Khampasath però ovviamente ogni match è a se. Penso che Khampasath sia stato un atleta più aggressivo in quanto ha provato in tutti i modi a finalizzarmi invece qui c’è stato più, a mio parere, un modo di lottare per contenermi. Ho faticato molto a uscire dalle posizioni in quanto Shestakov è davvero un ottimo atleta nel ground game e penso che qualche bello scramble si sia visto.

Abbiamo presentato il tuo incontro con Shestakov come un incontro cruciale per il futuro della tua carriera e che una vittoria avrebbe potuto indirizzarti verso nuovi traguardi, hai già in mente qualcosa per il tuo futuro?

Non mi monto la testa anzi la abbasso e lavoro più duro per fare in modo di tornare a vincere prima del limite. Del mio futuro sportivo se ne occupano il mio coach Luca Cardano e il mio manager Alex Dandi quindi fiducia totale in loro e nelle scelte che prenderanno per me . Poi ovvio… sognare in grande non fa male [ride]

Hai fatto parte della prima card di The Golden Cage trasmessa sul portale UFC Fight Pass che sensazioni hai avuto? Hai pensato al fatto di essere in diretta su questa importante piattaforma oppure non ha inciso in nessun modo dal punto di vista psicologico?

Ero talmente nel mood di andare in diretta su UFC Fight Pass che mi sono tinto i capelli di viola! Pressione zero, è stato un momento fantastico per me, ogni atleta al mondo punta a vedere quella sigla dentro e fuori dalla gabbia quindi non c’era sensazione migliore della felicità! Ho lavorato davvero sodo con il mio mental coach Federico Caliri che, dopo tanto tempo, sono tornato a divertirmi dentro l’ottagono.

Nonostante il periodo nero per praticare le MMA, il Cardano Top Team si è presentato a Roma con una folta delegazione ottenendo anche degli ottimi risultati, come siete riusciti ad arrivare così in forma a questo appuntamente e quali sono state le difficoltà più grosse?

Ci siamo presentati in sei atleti e abbiamo portato a casa quattro vittorie e le due sconfitte sono arrivate ai punti dai nostri due giovani esordienti di 18 anni appena compiuti. Quindi il bilancio è stato molto positivo.
Va dato merito al nostro Coach Luca Cardano che non ha mai mollato la nostra preparazione, anzi l’ha incrementata nonostante non avessimo avuto match in programma. Questo ci ha portato ad aver fatto un camp perfetto per arrivare al match in una condizione atletica eccellente! Abbiamo la fortuna di avere un centro per la nostra riabilitazione “Pentamed” e il nostro nutrizionista Alberto Patrucchi che ci seguono costantemente.
Siamo un team di gente umile e che ha voglia di arrivare lontano e vogliamo dimostrarlo. Le difficoltà sono stati i “turni di contagio” quando ci siamo ammalati, ma siamo quindici atleti tra dilettanti e professionisti e quasi tutti dello stesso peso quindi siamo riusciti sempre ad allenarci con tanti sparring partner anche in questi momenti difficili.

 

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Crediti immagine di copertina: The Golden Cage

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