Da Usman a Khabib, è il momento dei campioni dominanti

Da Usman a Khabib, è il momento dei campioni dominanti

Kamaru Usman, Israel Adesanya, Khabib Nurmagomedov: campioni che, oltre a confermarsi, appaiono sempre una spanna sopra i propri avversari.

Poche ore fa Kamaru Usman si è imposto sull’ex compagno di team Gilbert Burns grazie ad un TKO alla terza ripresa che ha coronato una prestazione impeccabile. La cintura UFC dei Pesi welter è così rimasta saldamente alla sua vita.

L’affermazione di Usman è stata impreziosita dall’inizio in salita dell’incontro per il fighter nigeriano. Burns è partito subito molto aggressivo, mandando knockdown l’avversario con un gancio destro. Ed è qui che Usman ha mostrato tutto il suo talento tecnico, unitamente all’intelligenza tattica e strategica che lo contraddistingue.

Il campione in carica non si è scomposto, ma ha saputo gestire il momento di forte difficoltà, per di più capitato ad inizio contesa, e che perciò poteva risultare fortemente indirizzante. Concluso il primo round, Usman ha corretto il tiro, imponendo il suo dominio da circa metà della seconda ripresa grazie ad un eccellente utilizzo del jab.

La precisione e la potenza dell’atleta africano hanno demolito fisicamente e psicologicamente Burns, che si è ritrovato a non andare mai a segno, vedendo le proprie azioni continuamente interrotte dai colpi dell’avversario. Una di quelle circostanze in cui la superiorità di un atleta appare lampante sia agli spettatori, che alla controparte in gabbia.

Ed è al terzo round che il combattente brasiliano è dovuto arrendersi al tanto feroce quanto preciso ground and pound di Usman, per poi scoppiare in un pianto di delusione mentre il vincitore ripeteva alle telecamere: “Quando mi nominate, esigo rispetto”.

La vittoria del confermato campione dei Pesi welter è stata dominante, perché lo stesso ha saputo sopravvivere ad una circostanza critica con lucidità, sapendo cambiare poi l’andamento del match, il che dovrebbe preoccupare i suoi futuri avversari. É anche da questi aspetti che si vede lo spessore di un combattente.

Usman ha conquistato il titolo di categoria nel marzo 2019 strappandolo a Tyron Woodley. Cintura difesa in tre occasioni, contro Colby Covington, Jorge Masvidal (senza patemi in entrambi i casi) e, appunto, Burns. Il fighter nigeriano vanta ormai 13 vittorie consecutive in UFC. Un percorso impressionante.

Ma lo stesso si può dire per altri campioni di ulteriori divisioni di Peso. Nei medi Israel Adesanya si è prima aggiudicato il titolo ad interim su Kelvin Gastelum, per poi unificarlo via KO ai danni di Robert Whittaker. Adesanya ha difeso il suo status da campione in due occasioni, contro Yoel Romero e Paulo Costa, e per trovare un nuovo avversario al suo livello (al momento), ha deciso di salire nei Pesi massimi-leggeri, dove affronterà Jan Błachowicz.

Adesanya non ha mai perso in carriera. 20 limpide vittorie, di cui 9 in UFC. L’unica occasione in cui è stato visto in difficoltà dentro l’ottagono probabilmente è stato nel match contro il nostro Marvin Vettori, vinto per Split Decision. Per il resto, l’atleta nigeriano si è sempre confermato senza particolari ostacoli.

Ed è impossibile non citare anche Khabib Nurmagomedov, detentore del titolo UFC dei Pesi leggeri. Campione dal 2018, tre difese all’attivo, imbattuto con 29 vittorie in altrettanti incontri, di cui 13 in UFC. Il combattente daghestano ha letteralmente annientato tutti i suoi avversari più recenti, salvo per Dustin Poirier che gli ha causato qualche grattacapo, rapidamente risolto. Ad oggi è difficile trovare uno sfidante all’altezza per questo atleta, che peraltro si è ritirato dalle MMA.

Nelle divisioni femminili Amanda Nunes è campionessa dei Pesi gallo, dal 2016 e con 5 difese, e piuma, dal 2018, con la vittoria su Felicia Spencer per la sua conferma. Nei Pesi mosca, invece, imperversa Valentina Shevckenko, che ha già respinto 4 assalti alla sua cintura.

Insomma, in UFC si stanno affermando sempre di più atleti completi, di un livello crescente, che appaiono una spanna sopra gli avversari, raramente in difficoltà. É il momento dei campioni dominanti.

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