Vettori, il lato inedito: “Ero un tuttofare, dormivo sul divano”

Vettori, il lato inedito: “Ero un tuttofare, dormivo sul divano”

Marvin Vettori si racconta a tutto tondo: i lavori prima delle MMA, l’amore, i sacrifici per rincorrere un sogno.

Sul numero di Sportweek, settimanale della Gazzetta dello Sport, risalente a fine gennaio è stato pubblicato un lungo approfondimento su Marvin Vettori.

Un’intervista articolata in cinque pagine che svela diversi lati e retroscena inediti del fighter di Mezzocorona. Di seguito proponiamo alcuni estratti su aneddoti e riflessioni poco note.

Vettori è stato inizialmente interpellato riguardo il suo ultimo incontro disputato, vinto affrontando Hermansson: “Ho dato prova finalmente di essere tra i migliori al mondo” le sue parole. “Per me sono già il migliore, devo solo dimostrarlo. [Dopo il match] mi ha commosso l’Italia, scoprire che non segue solo il calcio. […] Chi mi conosce sa quanto mi imbarazzano i complimenti”, conclude.

Sullo studio dell’avversario, The Italian Dream ha rivelato un particolare interessante: “Ascolto quello che dice per capire chi é. La testa conta tantissimo”. Poche righe dopo gli viene chiesto di descriversi con tre aggettivi rappresentativi. Vettori risponde: determinato, competitivo e buono.

Riavvolgendo il nastro della sua vita, il fighter italiano afferma di essersi cimentato nello sci e nello snowboard. “Ho fatto anche delle gare da piccolo, ma non ero forte”, dice. Poi il calcio (“Giocavo in attacco e non la passavo mai”), le arti marziali (“Da sempre, ma così per ridere”), e ancora nuoto, atletica e bici.

Vettori ammette anche di essere “sempre stato portato per le scazzottate”, fino al giorno in cui si è imbattuto in alcuni video che mostravano incontri di MMA. Fedor Emelianenko diventa il suo idolo, e così Marvin capisce cosa vuole fare nella vita.

Riguardo il successivo trasferimento a Londra, quando era già un atleta professionista, Vettori racconta di aver dormito per cinque mesi su un divano sfondato, “in una camera minuscola di un iraniano conosciuto in palestra”, che abitava in una zona malfamata della capitale inglese.

“Quando sono partito non avevo soldi e non volevo spenderne” ricorda. La giornata iniziava alle cinque di mattina, quando Marvin usciva di casa per distribuire il proprio curriculum stampato, alla ricerca di un lavoro che lo mantenesse.

Forse non tutti lo sanno, ma Vettori è diplomato in ragioneria, con voto 88 su 100. Dopo il liceo, spiega di essersi dedicato a diversi lavori, tra cui il vendemmiatore in campagna, il tuttofare in un albergo e il giardiniere. Una volta arrivato a Londra, è stato prima commesso e magazziniere da Hollister, negozio di abbigliamento, per poi ottenere il brevetto da buttafuori.

Sulle sue attività londinesi, ricorda: “[Da Hollister] era perfetto per me: avevo tutto il pomeriggio per allenarmi, fino a sera tardi. […] Alle 22 a letto. E niente, il giorno dopo alle 6 ricominciava. […] Da buttafuori dormivo meno ma mi pagavano meglio. […] Oggi non potrei più reggere quei ritmi”.

Ma cosa cancellerebbe dalla faccia della terra Vettori, se potesse? L’ipocrisia e i disonesti, replica sicuro. Cosa non sopporta? Le ingiustizie, i soprusi, gli abusi di potere.

Marvin prosegue con una riflessione: “C’è una cosa che il mondo non ti dice: i problemi non te li risolvono gli altri. A me lo ha insegnato lo sport: se non puoi contare su te stesso, se non ti riconosci a fondo, alle prime difficoltà molli, cerchi appigli esterni che spesso non sono solidi. E puoi perderti”.

E sul suo rapporto con l’amore, dichiara: “Il cuore va tenuto a bada. […] Viaggiando tanto è sempre un casino gestire le relazioni a distanza, è quasi sempre di più il malessere che la gioia. Vado con cautela”.

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