In difesa di Mike Tyson, dentro la dinamica del morso ad Holyfield

In difesa di Mike Tyson, dentro la dinamica del morso ad Holyfield

Ho guardato più volte le tre riprese di quell’incontro, con attenzione e perfino al rallentatore, e credo che Tyson abbia detto la verità. Holyfield l’ha preso intenzionalmente a testate parecchie volte e l’arbitro, Mills Lane, non ha fatto niente per impedirglielo. Tyson ha agito in quel modo per vendicarsi, e convincere con le cattive Holyfield a farla finita. Ecco quello che ho visto:

Suonata la prima campana Holyfield si è portato subito al centro del ring puntando alla zuffa e commettendo una scorrettezza dietro l’altra – colpi bassi, trattenute, prese e spintoni. In particolar modo, però, ha deciso di usare la testa come terzo braccio. Verso la fine della prima ripresa l’arbitro l’ha redarguito per le trattenute. «Non farmelo ripetere!» gli ha detto. Alla terza ripresa gli ha dato un avvertimento per un colpo basso, ignorando gli altri. Io ne ho contati tre.

Più alto di Tyson di almeno sette centimetri, Holyfield si chinava e piegava in continuazione per calare la testa verso quella dell’avversario, trovando spesso e volentieri il contatto. Tyson, che dal primo incontro con Holyfield era uscito pesto e sanguinante a furia di testate, stava sempre chino e schivava come un matto nel tentativo di evitare quel martellamento cranico.

A metà della seconda ripresa Holyfield ha ottenuto il risultato che si era prefisso: con una testata ha aperto un grosso taglio sopra l’occhio destro di Tyson, che ha cominciato a buttare sangue. Il pugile si era ferito in quello stesso punto in allenamento, cosa che l’aveva costretto a posticipare l’incontro con Holyfield previsto inizialmente per maggio.

A mio parere, e lo dico basandomi solo sul video, la testata è stata intenzionale. L’arbitro, invece, l’ha pensata diversamente. L’ha dichiarata involontaria, e Holyfield non ha perso punti. La ferita era nel punto perfetto, il sangue colava nell’occhio di Tyson offuscandogli la vista. C’era il rischio che l’arbitro dovesse interrompere l’incontro perché il pugile non ci vedeva, non sarebbe più riuscito a difendersi.

Holyfield si è aggiudicato ai punti sia il primo sia il secondo round. L’impiego del jab lungo da parte di Tyson, una strategia che a quanto si dice era un suggerimento del suo nuovo allenatore Rich Giachetti, non stava funzionando, perché l’avversario aveva le braccia più lunghe e si teneva a distanza. Non sono state, però, riprese a senso unico, umilianti. Tyson combatteva, era ancora in gioco. Tra un round e l’altro Ira Truckee, il chirurgo plastico che faceva da cutman all’angolo di Tyson, è riuscito ad arrestare il sanguinamento, ma sarebbe bastato il tocco di una piuma per riaprire la ferita.

Si è parlato a lungo del fatto che Tyson sia rientrato sul ring, alla terza ripresa, senza il paradenti. L’arbitro se n’è accorto all’istante e l’ha spedito a metterselo. In piedi dietro le corde c’era Rich Giachetti, che l’ha infilato nella bocca del suo pugile. I critici vedono in questo episodio un segnale del fatto che i morsi erano premeditati, che Tyson volesse combattere senza paradenti per azzannare Holyfield liberamente.

È una teoria che non ha senso. Non è il pugile a gestire il paradenti tra una ripresa e l’altra, ma il suo secondo. Inoltre negli eventi pay-per-view ci sono telecamere e microfoni a ogni angolo, l’avremmo sentito chiaramente se Tyson si fosse rifiutato di rimetterselo. Certo, lui e Giachetti potevano aver ordito un piano in anticipo – «quando ti faccio un segno, tu non darmi il paradenti…» – ma è una scommessa niente male pensare di riuscire a mordere uno dei migliori pesi massimi del pianeta senza prima farsi spaccare la mascella.

E in ogni caso, prima ancora che tu possa sferrare un solo pugno, qualsiasi arbitro degno di questo nome si accorgerebbe che ti manca il paradenti, come infatti è stato. No, è molto più probabile che Rich Giachetti fosse scosso e se ne sia dimenticato. Ogni volta che un pugile si alza dall’angolo senza paradenti, sappiamo che l’errore è del secondo.

Rimesso il paradenti, Tyson si è lanciato all’attacco alla sua maniera, con rapidi ganci in attesa di un varco per liberare il destro. Holyfield si è protetto alla meglio dalla tempesta di colpi e ha ricominciato a sferrare testate. Un destro di Tyson al corpo, seguito da un sinistro devastante al mento, hanno fatto barcollare Holyfield il quale, nella frazione di secondo precedente al morso, ha abbattuto la tempia destra sul taglio sopra l’occhio di Tyson. Di nuovo. Il movimento ha portato l’orecchio di Holyfield a portata di bocca di Tyson, e nel video si vede chiaramente che il pugile l’ha addentato come reazione al dolore della testata.

Dopo l’incontro Holyfield ha dichiarato che Tyson ha prima sputato il paradenti, dopo di che l’ha morso. È il canovaccio cui fanno ricorso i critici per dimostrare l’intenzionalità dell’atto. In realtà dal video si capisce chiaramente che Tyson aveva ancora il paradenti al momento del morso. Era uno di quei paradenti che aderisce all’arcata dentale superiore e consente di aprire la bocca. Solo quando Holyfield si è fatto indietro Tyson si è chinato per sputarlo, insieme al brandello di orecchio. Nel video si vede benissimo. Addirittura c’è Mills Lane che si china subito a raccogliere il paradenti. Holyfield si gira su sé stesso pestando i piedi dal dolore, poi volta le spalle all’avversario per allontanarsi. Tyson gli va incontro e lo spinge con entrambe le mani. Holyfield rimbalza sulle corde.

A quel punto l’azione si interrompe. Prima Mills Lane squalifica Tyson per il morso, poi cambia idea appena il medico della Commissione del Nevada, Flip Homansky, dichiara che Holyfield può proseguire. L’arbitro toglie due punti a Tyson, uno per il morso e uno per la spinta.

L’incontro riprende. Tyson colpisce ancora duro, Holyfield gli dà un’altra testata e Tyson morde di nuovo. Stavolta l’orecchio sinistro. Col paradenti in bocca. I due pugili continuano a combattere fino alla campana. Tyson torna all’angolo senza essersi liberato del paradenti.

Secondo i giudici questa ripresa l’ha dominata Tyson, un vantaggio vanificato tuttavia dai punti di penalizzazione. In ogni caso l’arbitro ha interrotto l’incontro prima della quarta ripresa, squalificando Tyson per il secondo morso.

Ormai l’inerzia del match era tutta in favore di Tyson e per via del morso Holyfield era in evidente difficoltà. Ci fosse stato un altro round, non sarebbe stato così improbabile che finisse al tappeto. Alla luce di questo, affermare che Tyson abbia cercato di farsi squalificare per evitare un’umiliazione non sembra plausibile.

Forse Tyson non riteneva possibile che l’arbitro interrompesse un incontro multimilionario solo per le sue scorrettezze, due morsi e uno spintone. La ferita l’ha reso vulnerabile, doveva vendicarsi per proteggersi. Dare testate a sua volta era fuori discussione, ci avrebbe solo rimesso, così come i colpi bassi – non era un pugile abituato a darne, il suo stile di per sé non si presta a questo genere di scorrettezza. Credo che i morsi siano stati un impulso, un atto di autodifesa. Certo, mordere è contro le regole e non avrebbe dovuto farlo. D’altro canto, però, era evidente che non potesse contare su Mills Lane per impedire a Holyfield di prenderlo a testate.

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