Scardina: “Ecco perché ho rischiato con Nunez. Torno a giugno”

Scardina: “Ecco perché ho rischiato con Nunez. Torno a giugno”

Intervista a Daniele Scardina dopo tre giorni dalla vittoria del Titolo EBU dell’Unione Europea. 

Daniele “King Toretto” Scardina è reduce dalla conquista del Titolo EBU dell’Unione Europea, in scena nel clou della Milano Boxing Night, contro lo spagnolo Cesar Nunez, battuto per TKO all’ottava ripresa.

Una sfida che si è rivelata impegnativa per il pugile di Rozzano, apparso in difficoltà in almeno un paio di occasioni durante il match. Scardina però ha saputo rimanere lucido, sopravvivendo ai momenti critici e infine prevalendo su Nunez con una scarica di colpi risolutiva.

Lo abbiamo raggiunto in esclusiva per conoscere le sue impressioni sul combattimento disputato pochi giorni fa.

Fisicamente sei acciaccato o hai già recuperato dall’incontro?

Dopo una battaglia sportiva resta sempre qualche segno, ma adesso mi sento benissimo.

Sceso dal quadrato hai svelato di aver sofferto di un calo di concentrazione durante i round iniziali. Perché è successo, secondo te? 

La lontananza dal ring per un anno e mezzo si è fatta sentire, così come l’assenza del pubblico dal vivo. Questi due fattori insieme hanno creato una situazione surreale, e qualche complicazione. Sono calato a livello mentale e ho regalato troppe occasioni al mio avversario, prendendo colpi che avrei dovuto evitare. Ma è così che un pugile si fortifica, incontrando difficoltà e ostacoli da superare, sapendo reagire al meglio.

Come hai trovato Nunez? Simile al modo in cui te lo aspettavi oppure ti ha stupito?

Tecnicamente si è comportato come avevamo previsto, in più ha dato tutto sé stesso per vincere. E aveva delle mani davvero pesanti.

Considerata la resistenza ai colpi e la tenacia del tuo avversario, pensavi di riuscire a chiudere la sfida prima del limite?

Durante il combattimento ho subito notato la sua capacità di assorbire combinazioni anche dure. Dovevo colpirlo per poi mandarlo a vuoto e rientrare con sequenze potenti, precise, e così ho fatto. Dopo la sesta ripresa ho capito che, restando lucido e ragionando con intelligenza, avrei potuto portare a casa l’incontro senza scomodare i giudici.

Cosa ti ha insegnato questo match in particolare? 

Penso di aver dimostrato di saper tirare fuori il carattere nel momento del bisogno e della difficoltà. Ho combattuto con cuore e razionalità, la vittoria è arrivata grazie a questi elementi. Ne sono felice e riparto da qui, con un bagaglio di esperienza maggiore.

Credi che la chiave tecnica vincente del match sia stata la tua capacità di utilizzare il jab?

É un colpo su cui si basa la boxe in generale, a mio parere. Mi reputo bravo ad utilizzarlo, e contro Nunez si è rivelata un’arma molto efficace.

E invece la pericolosità dello spagnolo è derivata da una gestione della distanza non ottimale da parte tua? 

Gli ho permesso di avvicinarsi perché volevo scambiare anch’io, poi ho preso colpi che però non mi aspettavo di subìre. Allora abbiamo raddrizzato il tiro insieme al mio angolo, ripresa dopo ripresa.

Sbaglio o ti senti a tuo agio alle corde? Spesso, quando ti ci ritrovi, le sfrutti per agire di rimessa, con successo.

Sì, anche se preferisco sempre mantenere il centro del quadrato. Mi piace molto avanzare portando le combinazioni a bersaglio, ma con pugili come Nunez o Achergui (il penultimo avversario di Scardina, nda) è meglio optare per una gestione sulla lunga distanza. Sono boxeur sporchi che si fanno sempre sotto, in cerca della guerra, che amo fare anche io. Ma a volte bisogna usare la testa, e vince quella rispetto alla forza.

Hai dichiarato che tornerai sul ring entro giugno. Siete in trattativa per il titolo europeo?

No, non c’è nulla di definito in corso. Quello che posso confermare è che mi vedrete di nuovo in azione a giugno, e non vedo l’ora di combattere ancora.

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