Promossi e Bocciati di UFC 259

Promossi e Bocciati di UFC 259

La redazione di Fatti Marziali ha scelto quelli che sono i promossi ed i bocciati di UFC 259: Blachowicz vs Adesanya scegliendo alcuni combattenti che si sono distinti per le loro prestazioni all’interno dell’ottagono e alcuni che invece hanno mancato l’appuntamento con la gloria.

I promossi di UFC 259

Jan Blachowicz (28-8)

Tra i promossi di UFC 259 non possiamo non inserire Jan Blachowicz. Il campione dei pesi massimi leggeri ha difeso con successo la sua cintura dal tentativo di Israel Adesanya di diventare campione di due divisioni. Blachowicz ha messo in atto una strategia perfetta dimostrando di avere una grande intelligenza oltre che una potenza superiore alla media. Il polacco è riuscito a contenere lo striking del suo forte avversario ed è comunque riuscito ad essere incisivo sotto questo punto di vista sfruttando una maggiore potenza e forza fisica. Differenza che si è notata ancora di più quando Blachowicz è riuscito a portare a terra Adesanya mettendo a segno dei takedown nella quarta e nella quinta ripresa che hanno indirizzato l’incontro consentendogli di mantenere la cintura di campione del mondo dei pesi massimi leggeri alla sua vita.

Questo successo conferma quanto avevamo già visto in passato negli ultimi incontri del polacco che ha raggiunto il suo picco sportivo. Un successo di prestigio per Blachowicz che probabilmente dovrà affrontare Glover Texeira nel suo prossimo incontro per continuare a guidare la divisione.

Amanda Nunes (21-4)

Finalmente il tanto atteso match tra Amanda Nunes e Megan Anderson che doveva tenersi lo scorso 12 dicembre 2020 in occasione di UFC 256 ha avuto luogo ed i pronostici non sono stati disattesi: la leonessa si aggiudica la vittoria per armbar al primo round.
Nunes apre le danze con una serie di colpi ben assestati che mettono in evidente difficolta la Anderson che con le spalle alla parete, si lancia in un disperato tentativo di takedown prontamente bloccato dalla Nunes che immediatamente ne approfitta per prendere la schiena dell’avversaria e chiudere i conti con una leva al braccio.
Amanda si conferma la numero uno nella divisione dei pesi piuma; una fighter fenomenale che riesce ogni volta a stupire il pubblico ma che soprattutto, sta scrivendo la storia delle MMA femminili. Non solo muscoli d’acciaio, grinta e voglia di vincere: Amanda è umile, rispettosa ed è anche una mamma; tant’è che al termine del match, con la figlia tra le braccia va a complimentarsi con la sua contender, intenerendo tutti i presenti.
Assolutamente promossa in quanto, non solo è l’unica atleta nella storia della UFC ad aver battuto tutte le precedenti detentrici dei titoli dei quali è attualmente in possesso, ma soprattutto perché ha dimostrato di essere una lottatrice con un cuore enorme.

Islam Makhachev (19-1)

L’erede designato di Khabib Nurmagomedov non delude e mette a referto una vittoria per sottomissione che ricorda proprio quelle del suo grande amico. Un dominio quello di Makhachev che supera a pieni voti la prova Drew Dober che si presentava all’incontro come un avversario dalle mani pesanti e pericoloso nelle fase di striking. Makhachev però non ha lasciato spazio al suo avversario portandolo da subito a terra in quello che è il suo terreno di caccia preferito. Il daghestano ha mostrato tutto il suo repertorio e infine nella terza ripresa ha chiuso l’incontro con un arm triangle dalla mezza guardia che valorizza ancora di più una grande prestazione.

Per Makhachev continua l’ascesa nella divisione dei pesi leggeri e con questo convincente successo sarà difficile adesso non vederlo impegnato contro un avversario che si trova nella top 10 dei ranking dei pesi leggeri. Un’occasione che il russo dovrà sfruttare a pieno se vuole raggiungere quella cintura che al momento è ancora del suo grande amico Khabib Nurmagomedov, ma che pare destinata a tornare vacante visto il ritiro dalle competizione del suo detentore.

Kay Kara-France (22-9)

In una serata costellata da nomi altisonanti, uno dei dark horse a guadagnarsi una promozione a pieni voti (e 50k per la “Performance of the Night”) è il neozelandese Kai Kara-France. Premio meritato e conquistato non senza qualche rischio: il suo match, infatti, dura appena un round, nel quale il suo avversario, Rogério Bontorin, letteralmente domina, soprattutto nelle fasi a terra, dove più volte sembra essere prossimo ad una sottomissione. Sono, però, gli ultimi secondi della prima ripresa a cambiare il destino dell’incontro: Kai si rialza dopo un’estenuante fase a terra e, deciso probabilmente a non concedere un 10-8 per il proprio avversario, parte a spron battuto scambiando colpi molto potenti con l’avversario. Proprio in uno di questi scambi riesce a connettere con 3 colpi al volto, stendendo l’avversario con un walk-off KO di Hunt-iana memoria. Dopo una fase di confusione, Herb Dean interviene e sancisce la fine del match. Kai Kara-France ribalta così un match partito davvero male e potenzialmente ostico sulla lunga distanza, facendo esultare i suoi fan e impressionando chiunque fosse alla visione del match. Carattere ma anche killer-instinct da parte sua hanno fatto la differenza. Non poteva esserci una performance migliore per rimettersi in corsa per una chance titolata.

Promossi e bocciati di UFC 259 continua nella pagina successiva.

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