Faraoni: “Mi divido tra boxe, K-1 e YouTube, ecco come. E le MMA…”

Faraoni: “Mi divido tra boxe, K-1 e YouTube, ecco come. E le MMA…”

Intervista a Mattia Faraoni, atleta professionista di K-1 e pugilato, con un grande seguito anche su YouTube, alla vigilia del match di boxe contro Francesco Versaci per il titolo italiano Cruiser. 

Mattia Faraoni è un atleta unico nel suo genere. Peso massimo, vanta 29 incontri nel K-1, con un bilancio di 25 vittorie (12 per KO) e 4 sconfitte, disciplina in cui è stato 3 volte campione italiano, oltre ad aver ottenuto un terzo posto sia ai campionati europei che a quelli mondiali della sigla WAKO.

Ha combattuto in galà del calibro di Oktagon, Enfusion, Bellator Kickboxing e PetrosyanManiama. Ma Faraoni è stato anche un ottimo pugile dilettante (campione italiano degli Assoluti e universitario, vincitore del Guanto d’oro) prima di passare a professionista, dove attualmente detiene un record di 6 vittorie e una sconfitta.

Ma non finisce qui: Faraoni appare spesso anche nei video di Simone Cicalone (e non solo) su YouTube, attività in cui, come ci ha svelato, è sempre più coinvolto.

L’atleta laziale tornerà in azione in veste di pugile in occasione della riunione organizzata dal promoter Davide Buccioni, prevista per venerdì 26 marzo dalle ore 20.30 e visibile in diretta sull’applicazione FL Sport.

Faraoni andrà all’assalto del titolo italiano Cruiser contro il campione in carica Francesco Versaci (21-3). Lo abbiamo raggiunto per raccogliere le sue impressioni sull’impegno che lo attende a breve, lasciandoci poi trasportare da diversi, interessanti spunti emersi nella chiacchierata con Mattia.

Una delle locandine dell’incontro.

Tecnicamente come analizzeresti il tuo avversario e quale tipologia di match ti aspetti?

É un pugile molto esperto, che vanta una carriera lunga diversi anni ed è salito parecchie volte sul ring. Lo considero un atleta tecnico, ma so che durate il match potrebbe sia adottare una strategia attendista, che invece lanciarsi all’attacco. Mi sono allenato per farmi trovare pronto in ogni caso, sia contro un picchiatore che nell’affrontare un pugile maggiormente calcolatore e stratega.

Versaci ha più del triplo dei tuoi incontri nel pugilato. Credi che la sua maggiore esperienza possa avere un ruolo importante nel match? 

Versaci avrà un vantaggio per quanto riguarda il suo trascorso nella boxe. Ha disputato molti incontri sulla distanza delle 10 riprese, alcuni valevoli per diversi titoli. Però anch’io, tra pugilato e K-1, ho calcato il ring in tante occasioni, spesso in eventi importanti.

In che modo pensi di gestire il tuo esordio su questo numero di riprese?

Ho fatto sedute da 10 round con atleti più esperti, freschi, tanti sparring di qualità e quantità. Ormai mi sento sicuro anche su questa distanza.

Versaci ha ottenuto 21 vittorie in carriera, 5 per KO. Tu hai meno match ma registri il 50% di successi per knockout. La pesantezza delle tue mani potrebbe essere la chiave per chiudere l’incontro?

Preferisco non esprimermi in merito, perché la boxe è uno sport di circostanza, legato a singole situazioni che si vivono sul quadrato. Secondo me i record, e queste statistiche, sono fini a sé stessi, io li considero poco. Mi preparo sempre a qualsiasi evenienza, e considero i miei avversari come se potessero essere tutti dei potenziali vincitori per KO ai miei danni.

Anche perché sono convinto che cercare il knockout sia sempre sbagliato. É meglio approcciare l’incontro normalmente, poi se entra un colpo che viene accusato dall’avversario, allora sì che si alza il ritmo e lo si incalza per cercare di chiudere l’incontro.

Versaci ha disputato solo tre match negli ultimi cinque anni, mentre tu, grazie anche al K-1, in generale sei stato più costante. Pensi che questo fattore, ovvero un po’ di “ruggine” potenzialmente avvertita da Versaci, potrebbe avere un ruolo nella vostra sfida?

Non mi voglio esporre sotto questo punto di vista, parlando per conto del mio avversario. Posso solo dire che la pandemia ha sconvolto i piani di tutti, quindi ultimamente è stato più difficile per qualunque atleta mantenersi attivo.

Combatti sia nel pugilato che nel K-1. Qual è la disciplina su cui punti maggiormente per il proseguo della tua carriera? 

Nel K-1 ho un ottimo contratto con Carlo Di Blasi, che mi permette di competere nelle organizzazioni più importanti. Allo stesso tempo però parliamo di eventi molto costosi da realizzare, difficili da organizzare senza pubblico e quindi incassi dalla biglietteria. Al momento riesco a dividermi senza problemi tra questi due sport, perché l’accordo che ho firmato con Di Blasi mi permette di sapere con largo anticipo gli incontri in cui sono impegnato, e così riesco ad organizzare al meglio la mia attività agonistica.

Credi che arriverà un momento in cui dovrai fare una scelta?

Prima della pandemia anche Davide Buccioni aveva firmato contratti televisivi, che comportano una calendarizzazione precisa degli eventi, e decisa mesi prima del loro svolgimento. In questo modo sapevo, ad esempio, che a marzo avrei avuto un match di K-1, a maggio ci sarebbe stato un incontro di boxe, a luglio ancora K-1, eccetera. E così riuscivo a svolgere entrambe le carriere senza difficoltà, evitando quindi di fare scelte esclusive.

Mancando questa precisa suddivisione diventa complicato, perché devi scegliere se allenarti di una o l’altra disciplina a seconda della chiamata che pensi possa arrivare.

Prosegue nella pagina successiva.

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