Michele Martignoni: “Dal cambio di team, alla sfida titolata… Il mio futuro in Cage Warriors”

Michele Martignoni: “Dal cambio di team, alla sfida titolata… Il mio futuro in Cage Warriors”

Intervista a Michele Martignoni prima del suo match a Cage Warriors 122, il prossimo 20 marzo.

‘The Italian Thunder’ è ancora imbattuto in 6 incontri da professionisti e dopo aver firmato un contratto per più incontri con la promotion inglese è pronto a mettere il proprio nome in cima alla lista dei migliori pesi gallo europei.

Al tuo debutto in CW hai sconfitto un nome quotato nella divisione pesi gallo CW come Wesley Maia, ci hai già raccontato quella vittoria, ma a livello mentale quanta spinta ti dà per il prossimo match sapere di aver già dimostrato di poter competere in un palcoscenico prestigioso come questo?

Sicuramente mi dà tanta sicurezza il fatto di aver combattuto con un atleta dei migliori in circolazione in quel circuito, anche perché lui era lanciatissimo e ho fermato la sua striscia vincente che chissà dove lo avrebbe portato. La vittoria mi ha caricato tantissimo, appena finito l’incontro ho detto subito al mio manager, che invece mi diceva di stare calmo, che volevo subito un altro match perché ero motivatissimo a tornare in gabbia.

Questa volta affronterai Nathan Fletcher, un altro giovane in rampa di lancio, imbattuto e con solo vittorie prima del limite. Che idea ti sei fatto sul tuo avversario? 

È un atleta di livello senza dubbio, molto tecnico. Credo però che non abbia mai combattuto con gente del mio livello e soprattutto non con qualcuno completo come me. Io sono un fighter che non ha grossi punti deboli e in tutti i campi posso dire la mia. Lui un avversario del genere non l’ha mai affrontato. E soprattutto non è mai stato messo veramente in difficoltà, solo in un match ha preso un bel colpo ma niente di che, credo che contro di me sarà un’altra storia.

Studiandolo che idea ti sei fatto sul tipo di match che proverà a fare lui?

In realtà ci sono varie opzioni, ci sono varie cose che lui potrebbe fare per cui non mi aspetto una strategia sicura. Ma sono molto tranquillo perché qualsiasi cosa farà io ho pronta una contromisura per tutto. Ho il mio gameplan che è pronto ad adattarsi a qualsiasi cosa farà lui.

Per l’occasione hai anche deciso di cambiare di team, passando all’Aurora. Cosa ti ha portato a prendere questa decisione?

Ci sono state una serie di circostanze per cui ho lasciato l’American Top Team, per ora preferisco non entrare nei dettagli perché è ancora presto. Però sono contento di essermi allenato con un grande team fatto di grandissime persone come quello. All’Aurora conoscevo già Riccardo (Carfagna, ndr) che è stato uno dei miei primi allenatori quando ero piccolo, diciamo che mi ha cresciuto lui come atleta. Da quando sono con loro ho ripreso dei lavori che mi stanno migliorando tantissimo a livello tecnico e sono molto soddisfatto della preparazione e della scelta. Non potevo chiedere di meglio.

Psicologicamente, oltre che dal punto di vista pratico, per queste ragioni e per tutte le limitazioni dovute alla pandemia è stato più difficile il camp di dicembre o questo?

Il match di dicembre è stato folle. Ho accettato con 21 giorni di preavviso e soprattutto mi stavo allenando a casa da due settimane e quella prima della chiamata ero chiuso in camera fermo e immobile perché avevo il Covid. Dopo quel match invece non mi sono mai fermato, ho continuato la preparazione atletica con il mio preparatore Lorenzo Micheli lavorando su tutte le varie qualità. Ultimamente abbiamo lavorato molto sulla potenza, la knockout power, quindi chissà…

La sera prima del tuo incontro Cartwright difenderà il titolo pesi gallo.  Immagino che guarderai il match con molta attenzione, hai una previsione su come andrà?

Jack è un fighter forte, con le mani molto pesanti. È sicuramente il favorito ma staremo a vedere se si dimostrerà il campione che è.

Con una vittoria su Fletcher andresti a7-0,  con due successi in Cage Warriors. Quanto pensi che saresti vicino a una chance titolata? 

Potrebbe essere molto vicina. Bisogna vedere poi se il mio manager abbia questi piani o addirittura cose più grandi al di fuori della promotion. Quel titolo è sicuramente un mio obiettivo, ma non è quello principale che resta la UFC.

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