Intervista a Simone Cicalone: dagli sport da combattimento alle tematiche sociali

Intervista a Simone Cicalone: dagli sport da combattimento alle tematiche sociali

Intervista a Simone Cicalone, YouTuber di successo che tratta tematiche sportive e sociali con grande duttilità.

Simone Cicalone ha unito con enorme successo la sua passione per gli sport da combattimento al web, creando un canale YouTube divertente ma educativo allo stesso tempo. Abbiamo avuto il piacere di fargli qualche domanda.

Tutti ti conoscono come uno YouTuber di grande fama. Com’è nato il tuo canale e cosa vorresti trasmettere con i tuoi video?

Inizialmente ho creato il canale per prendere in giro alcune figure “esaltate”, in particolare i buttafuori old style e i krav maghi (termine con cui Cicalone indica gli istruttori di autodifesa improvvisati, nda). Difatti i miei primi video erano parodie (che venivano confusi per filmati seri) di buttafuori che picchiavano clienti con le tecniche krav magiche, come le definisco io. Poi, pian piano, ho creato dei veri e propri personaggi.

Una delle tue passioni è la boxe. Ci potresti raccontare com’è iniziato il tuo percorso da pugile e in che modo si è sviluppato? Hai mai fatto incontri?

Ho cominciato da bambino con Judo e poi Kung Fu, per poi approdare a 13 anni al vecchio full-contact che si è evoluto in Kickboxing. Appena sono stati integrati anche i colpi alle gambe, perciò togliendo i pantaloni di raso lunghi e mettendo i corti, ho iniziato a fare tantissimi incontri di semi-contact (stile point fight). Questo perché fino a 17 anni non mi avevano autorizzato a disputare incontri full-contact con KO. Ero molto irruento e in un paio di match di semi-contact venni squalificato per aver rotto il naso all’avversario.

Cos’è accaduto in seguito?

Trovandomi a mio agio con il contatto pieno, a 17 anni ho fatto il mio primo match sul ring con un avversario molto più esperto e pesante. Ho vinto per KO alla prima ripresa. Da quel momento in poi ho disputato diversi incontri (circa una trentina ) tra full-contact e Kickboxing. L’unico match perso è stato proprio con un pugile che combatteva nella Kickboxing.

La sconfitta è stata dettata dalla mia testa, convinta che il pugile era più forte, e così, a circa 21 anni, ho pensato di iscrivermi ad un corso di boxe. All’inizio ho rimandato perché sono dovuto partire per fare il servizio militare in marina e al mio ritorno ho cominciato a lavorare. Dopo qualche anno, e con un buon lavoro alle spalle, finalmente mi sono approcciato al pugilato, quando avevo circa 25 anni.

Nella serie “Quartieri criminali” intervisti anche persone con precedenti penali, reduci da anni di carcere, per evidenziare come la delinquenza non paghi e trasmettere quindi un messaggio educativo. Come ti muovi e agisci per realizzare un video con questo fine, e che non sfoci invece in un’esaltazione, anche involontaria, della criminalità?

Per questo tipo di video, spesso è una roulette russa perché ovviamente non sappiamo in anticipo cosa diranno le persone. Essendo a budget zero, prendiamo, partiamo e giriamo. Grazie a Mattia Faraoni riusciamo a indirizzare le domande agli intervistati nella giusta via, chiedendo alla fine l’aspetto fondamentale: “Dopo aver buttato tanti anni della tua vita nelle patrie galere, non sei pentito?”. La risposta spesso è scontata.

Prosegue nella pagina successiva.

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