Intervista a Simone Cicalone: dagli sport da combattimento alle tematiche sociali

Intervista a Simone Cicalone: dagli sport da combattimento alle tematiche sociali

In situazioni di pericolo o attacco, pensi sia importante avere nozioni di autodifesa? Oppure credi che si tratti di circostanze troppo varie ed imprevedibili per mettere in pratica ciò che si è imparato in palestra? 

Credo che la parola autodifesa sia un prodotto commerciale, ovviamente tutti devono campare, ma alcuni lo fanno sulla pelle altrui. Pertanto credo che nessuno sia in grado di difendersi da un criminale armato, nemmeno il fighter più forte e cattivo, e se ci riesce lo fa a rischio della sua vita. Per fortuna viviamo in un Paese dove le morti per omicidio (al contrario di quello che ci vogliono far credere i venditori di autodifesa) sono poche centinaia l’anno.

Nella maggior parte dei casi le vittime sono donne e gli assassinii avvengono tra le mura domestiche, per mano del loro compagno (secondo fonte ISTAT). Quindi oggi è molto più probabile morire per un incidente stradale, per una complicazione cardiovascolare (dovuta ad una cattiva alimentazione) che per mano di un misterioso aggressore armato.

Interessante, continua. 

Nell’ultimo caso e nella maggioranza delle volte hai l’opzione di arrenderti e salvarti, negli altri casi no. Perciò, piuttosto che buttare soldi e tempo per riprodurre tecniche a pappagallo inutili, meglio impiegare i propri sforzi per divertirsi facendo una attività sportiva, che in alcuni casi può diventare anche un lavoro.

A causa del Covid-19 il mondo delle palestre è stato penalizzato in maniera notevole e tempo fa hai fatto un video a riguardo. A distanza di un paio di mesi, cosa pensi che non sia stato fatto dalle istituzioni per salvaguardare questa categoria?

Non facendo politica mi limito a dire che relativamente alle palestre è stato fatto un vero e proprio scempio. Mentre chiudevano, nonostante i gestori avessero rispettato i protocolli di sicurezza spendendo anche cifre importanti in un momento di profonda depressione economica, le scuole rimanevano aperte, favorendo il contagio sia dentro che fuori dagli istituti, e in particolare sui mezzi pubblici, spesso presi di assalto dagli studenti. La dimostrazione è che oggi gli istituti scolastici sono stati i primi ad essere chiusi.

Quale sport da combattimento di cui hai parlato nei tuoi video ha riscosso più successo? Pensi dipenda dalla disciplina o dall’atleta che la rappresenta?

In realtà non c’è uno sport in particolare che ha avuto maggiore riscontro rispetto ad altri, e non dipende dalla disciplina stessa, bensì dalle figure ad essa legate, non solo dall’atleta. Basti pensare che se un influencer pratica uno sport e pubblica i suo allenamenti, quest’ultimo porterà più fan dei normali atleti. Non a caso in questi anni va molto di moda la figura dell’influencer sportivo.

Qual è il video che ti ha reso più orgoglioso e che ti ha fatto sentire realizzato durante e alla fine della creazione?

Un filmato poco conosciuto, dove parlo dell’importanza del tempo. L’unica ricchezza che le persone hanno a disposizione è il tempo libero di cui godono. Il tutto in un video girato male e praticamente senza alcun montaggio, ma che esprime la mia idea sulla vita.

Immagine di copertina: www.scuoladibotte.com

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