A tutto Vettori: “La musica che ascolto, quando stavo per mollare e…”

A tutto Vettori: “La musica che ascolto, quando stavo per mollare e…”

Marvin Vettori racconta: dalla musica che ama, con la sua playlist prima di combattere, a quel match che lo ha messo in crisi, ma anche il suo rapporto con il dolore.

Mancano solamente tre giorni al ritorno di Marvin “The Italian Dream” Vettori (16-4-1) nell’ottagono di UFC. Vettori affronterà l’americano Kevin “Trailblazer” Holland (21-6) nel main event della card UFC on ACB 2 in un match già analizzato nei dettagli.

Holland si è proposto in short notice per sostituire l’infortunato Darren Till una settimana fa, in giorni concitati ma che hanno portato ad una soluzione, salvando l’incontro.

Durante i mesi di avvicinamento al match, abbiamo pubblicato diversi articoli riguardo alcune curiosità e aspetti inediti della personalità di Vettori. Dall’episodio in cui lo stesso Marvin ha raccontato di aver avuto la peggio in una rissa, passando al significato del suo tatuaggio spiegato da lui, fino al lato inedito di Vettori, quando era ancora un giovane tuttofare costretto a dormire sul divano durante i suoi viaggi all’estero per allenarsi.

 

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Nell’intervista uscita a fine gennaio su Sportweek, Vettori racconta i suoi gusti in termini di musica: “Da ragazzino amavo il rock, mi sono spinto fino all’heavy metal. In America ho cominciato a sentire tanto il rap, ma se è buona musica mi piace tutto. […] Ascolto tanto rap americano, 2Pac, The Game, The Notorious BIG, Eminem. La musica mi carica. Ho una playlist che ascolto venti minuti prima del match, tre canzoni che mi piacciono una stecca, un rito: Point of No Return di Immortal Technique, My name Xzibit di Eminem e Nate Dogg, poi dopo di solito parte Victory, il mio crush. E sono pronto”.

 

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In seguito Vettori spiega il suo particolare rapporto con il dolore: “Quando sono nel match devo provare a non sentirlo, anche se è impossibile [farlo] completamente. Devo come dissociare la testa dal corpo: non posso sentire neanche la fatica per certi versi. Altre volte devo assecondarlo, perché se mi faccio male […] e non lo sento, non lo ascolto, rischio di aggravare la situazione”.

 

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Infine, Vettori ha parlato di un momento molto difficile, ma cruciale, della sua carriera: “C’è stato [un match dove ho visto nero], ma tre giorni dopo ho detto: io cos’altro cacchio posso fare? […] In quel momento ho capito cosa volevo davvero fare. É stato quando ho perso contro Bill Beaumont, un muratore inglese duro come il ferro. Tecnicamente ero più forte, lui era più esperto. Era il 2014. Lì sono cambiato come fighter, completamente. E non ho praticamente più perso”.

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