Intervista a Michelangelo Lupoli, che racconta la vittoria su Pagliariccio

Intervista a Michelangelo Lupoli, che racconta la vittoria su Pagliariccio

Le parole di Michelangelo Lupoli dopo il successo su Tanio Pagliariccio al Milano In The Cage 7.

Michelangelo Lupoli (5-2) è reduce dall’importante vittoria su Tanio Pagliariccio (6-2) nel main event di Milano In The Cage 7. I due promettenti pesi mosca italiani si sono affrontati per la cintura della promotion The Golden Cage.

Lupoli si è aggiudicato l’incontro per decisione unanime ai danni di Pagliariccio, e di conseguenza il titolo in palio. Lo abbiamo raggiunto per conoscere le sue impressioni riguardo un successo che potrebbe rivelarsi fondamentale per il suo percorso.

Raccontaci la vittoria contro Pagliariccio: com’è andato il match e quali sensazioni hai provato dentro la gabbia?

L’incontro si è svolto secondo le nostre aspettative, e con la massima concentrazione da parte mia, senza regalare nulla all’avversario. Ho messo in pratica ogni singola azione e movimento preparato con il mio team provandolo mille volte, e ripetendolo altrettante nel riscaldamento.

Ad inizio match ho sentito emozioni indescrivibili, stupende, ho desiderato davvero tanto il ritorno in gabbia. Le ho gestite assaporandole solo per qualche secondo, perché non potevo permettermi nessun motivo di distrazione. Sono rimasto focalizzato sul mio obiettivo.

Come analizzeresti il tuo successo? 

La vittoria è stata il risultato finale di mesi di allenamenti, senza un momento di pausa, anche in piena pandemia. Mi sono sempre tenuto in forma, a casa o in palestra. Quello che ha fatto la differenza però è stato il mio ingresso nel team Clan Mano di Pietra (fondato da Cristian Binda, nda), un sogno che si è avverato.

Ho desiderato così tanto di potermi trovare un giorno circondato da un gruppo di persone del genere, che dal primo allenamento mi sono subito sentito a mio agio. Anche se all’inizio non nascondo di aver avuto diverse difficoltà per i ritmi impressionanti con cui si allenano i ragazzi di questo team. Ma tanto di cappello a loro, che hanno saputo gestirmi alla grande, in ogni campo.

Quale strategia avevi preparato e cosa ha funzionato dal punto di vista tecnico e tattico nel match?

Il gameplan era molto semplice: dominare in ogni round. Gran parte del lavoro che ha funzionato in gabbia lo devo al mio team, che mi ha inculcato dettagli e finezze fondamentali, in ogni aspetto del gioco. Ma ancor di più, nella fase decisiva, tutto ha funzionato grazie a Daniele Scatizzi, presente al mio angolo, che mi ha dato forza e sicurezza mentalmente, fisicamente e strategicamente.

Pagliariccio ti ha messo in difficoltà sotto qualche punto di vista? Dove invece credi di esserti dimostrato superiore?

Tanio si è dimostrato un avversario molto preparato, valido e di cuore. Mi sono sentito un po’ in difficoltà quando ho capito che mi aveva studiato attentamente. Me lo aspettavo, perché tutti i video dei miei match sono disponibili online. Anche se da quegli incontri sento di essere diventato un altro fighter, parecchio migliore. Infatti sul momento non mi sono preoccupato più di tanto.

Penso di essere stato superiore nella gestione dei round, in cui mi sono sentito sicuro. E quindi nei controlli a parete e in quello della distanza, nel footwork e nelle proiezioni, per finire con le entrate in takedown. Credo di aver dato anche più spettacolo, come avevo promesso di fare.

Sei napoletano, ma, come hai già accennato, per questo incontro hai svolto il camp tra il Clan Mano di Pietra di Erba e il Ramada Team in provincia di Lecco, sotto la supervisione quindi di Cristian Binda, Andrea Fusi, Daniele Scatizzi e Alessandro Botti. Perché hai scelto proprio questa realtà? Com’è stata l’esperienza?

Qualche mese fa il mio manager Luigi Perillo mi ha consigliato di trasferirmi da Scatizzi, ed allenarmi con il team di Binda e Fusi. Tutti insieme hanno creato una realtà davvero impressionante, con un livello altissimo. Mi sono trovato davvero bene.

Inoltre, sempre grazie a Superbia Management, sono entrato in un mondo che non conoscevo. Mi hanno fornito un nutrizionista, un mental coach, e molto altro. La sensazione di essere seguito da professionisti sotto ogni aspetto è una sensazione che non avevo mai provato. Mi ha dato una carica di cui avete visto il risultato.

Prosegue nella pagina successiva. 

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