La resilienza di Charles “Do Bronx” Oliveira

La resilienza di Charles “Do Bronx” Oliveira

La resilienza di Charles “Do Bronx” Oliveira: dalle favelas al rischio di essere licenziato da UFC alla lotta per il titolo dei pesi leggeri.

Gli inizi

Charles Oliveira nasce a Guarujá il 17 ottobre 1989, un quartiere costiero di San Paolo noto per la criminalità e lo stato di povertà in cui versano i suoi abitanti. Relegato alla precarie condizioni di vita offerte dal contesto in cui vive, Charles intraprende la via del lavoro, dando una mano alla madre che vendeva insalate di formaggio per le vie della città. Ed è proprio tra queste vie che conosce dei ragazzini coetanei che lo invitano ad allenarsi nel jiu-jitsu insieme a loro.. All’età di 12 anni inizia ad allenarsi in una palestra locale di grappling, ma il sogno sembrò durare ben poco dato che i suoi tutori non potevano permettersi la retta mensile.

Quando tutto sembrava ormai perduto, fu lo zio Paulo che intervenne a suo favore. Egli stipulò un accordo tuttora ignoto con l’istruttore della palestra, nonché suo conoscente, che permise al nipote di allenarsi gratuitamente. Charles  iniziò ad allenarsi nel Jiu-Jitsu brasiliano con Roger Coelho. L’allenatore lo condusse fino alla cintura marrone e anche alla sua prima grande vittoria, quando nel 2003, conquistò il suo primo campionato statale di San Paolo da cintura bianca nella divisione Junior.

Ma la corsa di Charles non si ferma, anno dopo anno continua a scalare le vette dei ranking del jiu-jitsu, uscendo trionfante da diverse competizioni: parte conquistando le 3 tappe del Campionato di Stato di San Paolo nel 2004, poi il Copa Nação Jiu-Jitsu nel 2005, e nell’anno successivo colleziona ben 16 medaglie in vari tornei prestigiosi, sia nella sua classe di peso che nella classe di peso aperta.

Approdo nel mondo delle MMA

Nel 2007, all’età di 18 anni, Oliveira decide di cambiare strada e si avvicina sempre di più al mondo delle MMA. La sua prima vittoria fu in un torneo amatoriale di MMA in Brasile chiamato “Circuito de Vale Tudo Amador” che vinse per armbar. Nel 2008, successivamente alla vincita di svariate cinture in diverse promotion locali, comprende di avere davanti a se una brillante carriera e decide di professionalizzare il suo stile di combattimento unendosi al Macaco Gold Team. Questa nuova esperienza segnerà il connubio tra Oliveira e il nuovo maestro Jorge Patino, che successivamente gli conferirà la cintura nera di BJJ nel 2010 (come dichiarato da lui stesso in un’intervista a “Psicoticos Por Vale Tudo”) e lo accompagnerà, sotto le veci del manager, alla prestigiosa chiamata di UFC.

L’imprinting del nuovo team si fa sentire sin da subito, Charles colleziona ben 12 vittorie di fila, che oltre al consolidamento della carriera nelle MMA gli varranno anche la chiamata di Dana White.

Ingresso in UFC: dallo strabiliante esordio ai primi fantasmi

Nel 2010 arriva la firma per la prestigiosa promotion americana, nella quale debutta il 1 agosto contro Darren Elkins. L’impatto fu incredibile: il fighter brasiliano conclude il match dopo 41 secondi del primo round con una ghigliottina e si aggiudica il bonus di “Submission of the Night”, ripetendosi quasi un mese dopo contro il messicano Escudero.

Non tutto quel che brilla è oro, Charles subisce la sua prima sconfitta in carriera per mano di Jim Miller (via kneebar) e successivamente perde ancora una volta per TKO con il Cowboy Cerrone. Il brasiliano decide così di scendere nella categoria dei pesi piuma, portandosi addosso l’etichetta dello stereotipo del fighter monodimensionale brasiliano, abilissimo nel BJJ ma estremamente carente nello strinking.

In questa categoria inanella due vittorie di fila seguite da altrettante sconfitte, una per mano di Cub Swanson via KO (pugni) e una per mano di Frankie Edgar. Charles non demorde, e tra il 2012 e il 2013 colleziona quattro vittorie mirabolanti: contro Andy Ogle (Performance of the Night), contro Hatsu Hioki (Performance of the Night e Submission of the Year), contro Jeremy Stephens e poi la rivincita, dopo il no contest del primo incontro, contro Nik Lentz (Performance of the Night e Fight of the Night).

Nonostante tutto, ancora una volta, Oliveira sembra perdersi per strada. Inizia il periodo più altalenante della sua carriera, e dall’agosto del 2015 (quando viene sconfitto da Holloway per TKO, dovuto ad una lesione al collo) fino al dicembre del 2017 colleziona quattro sconfitte in sei match (tra le quali è doveroso menzionare anche quelle per mano di Anthony Pettis e Paul Felder). La parentesi UFC sembra destinata a concludersi, e intanto Charles ritorna nella categoria dei pesi leggeri.

La svolta

Do Bronx comprende che qualcosa non va e decide di affidarsi alle cure del leggendario Team Chute Boxe. Quest’ultimo famoso per aver forgiato campioni del calibro di Wanderlei Silva, Mauricio “Shogun” Rua, Anderson Silva, Cristiane “Cyborg” Justino, Evangelista “Cyborg” Santos, Fabricio Werdum e Jorge Patino (sì, il suo primo vero maestro). Da qui Oliveira sembra rinascere ed acquisisce le caratteristiche che da sempre contraddistinguono la nuova palestra: l’aggressività e una concentrazione durante tutto il match fuori dal comune. Questa combo gli permetterà di mettere a segno dal 9 giugno 2018 al 12 dicembre 2020 una striscia impressionante di 8 vittorie consecutive contro: Clay Guida, Christos Giagos, Jim Miller, David Teymur, Nik Lentz, Jared Gordon, Kevin Lee e Tony Ferguson. Uscite costellate da bonus e da nuovi record infranti: sono ben 5 i premi di Performance of the Night.

Record e curiosità

  • Il soprannome “Do Bronx” gli è stato affibbiato quando si è trasferito al Macaco Gold Team. Come riportato precedentemente, Charles viveva in una favela che scherzosamente veniva soprannominata “Bronx”, e anche la palestra dove ha iniziato si chiamava Bronx, così alcuni dei ragazzi delle palestre hanno iniziato a chiamarlo ‘Charles do Bronx’, che si traduce in Charles del Bronx.
  • All’età di 31 anni è praticamente un veterano di questo sport, alle spalle ha infatti 39 match così suddivisi: 30 vincite (8 per KO e 19 per sottomissione di cui ne detiene il record), 8 sconfitte e un No Contest.
  • Con 14 sottomissioni è il miglior finalizzatore di sempre della UFC.
  • Dal suo debutto in UFC ha collezionato ben 14 post-fight bonus.

L’umiltà e il rispetto al primo posto

Trattasi di un fighter rispettoso, mai sopra le righe ed avverso ogni tipo di forma del trash-talking.

Nella conferenza stampa pre-match ha tenuto una compostezza unica, anche quando ha parlato delle minacce ricevute negli ultimi giorni da un fan americano. Di seguito le sue parole:

“Stanno succedendo un sacco di cose al momento, per me è bizzarro. Ad esempio, all’improvviso, c’è stato un ragazzo che mi ha scritto su Instagram affermando che Chandler mi ucciderà. Io ho risposto che, beh, era ok. Dio lo benedica. Vincerà il migliore tra i due”

Inoltre, durante il primo face-off lo vediamo abbracciato a Tony Ferguson (ultimo suo sfidante battuto ai punti) mentre cerca di rincuorarlo e di motivarlo per il match contro Dariush:

Umiltà e rispetto al primo posto, in sostanza, un fighter d’altri tempi.

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