Il segreto di Deiveson Figueiredo: Marajoara, l’arte marziale dimenticata

Il segreto di Deiveson Figueiredo: Marajoara, l’arte marziale dimenticata

Deiveson Figueiredo tornerà nell’ottagono questo sabato per difendere la cintura pesi mosca UFC. Il rematch è con Brandon Moreno.

Deiveson Figueiredo (20-1-1) è il campione dei pesi mosca UFC, ha conquistato la cintura contro Joseph Benavidez il 19 Luglio 2020, in uno dei match più brutali e a senso unico che si siano mai visti nel mondo delle arti marziali miste.

Deiveson Figueiredo
Deiveson Figueiredo durante la finalizzazione contro Benavidez nel secondo incontro. Immagine: www.sports.yahoo.com

Il primo match contro Benavidez fu sempre vinto dal fighter brasiliano ma, alla luce del peso mancato da “Deus da Guerra“, non gli fu consegnata la cintura tanto desiderata.

Dopo aver difeso il titolo contro Alex Perez il 21 Novembre 2020 sottomettendolo al primo round, la UFC chiese a Figueiredo di entrare nell’ottagono nuovamente, questa volta contro Brandon Moreno a distanza di soli 22 giorni; il fighter brasiliano accettò e l’incontro si rivelò tutt’altro che semplice, divenendo sin da subito, uno dei fight più avvincenti della storia della divisione.

Il pareggio che ne scaturì fece subito parlare di un rematch che, finalmente, prenderà vita a UFC 263 questo sabato.

Ma qual è il segreto del successo e della ferocia di Deiveson Figueiredo?

Deus da Guerra” è originario dell’isola di Marajò, situata in prossimità del Rio delle Amazzoni dove le fattorie, tenute terriere e i bufali, oltre che i cavalli, sono solo alcuni dei protagonisti.

Il Marajoara nacque dai “Wranglers“, i lavoratori locali, dopo il lavoro si sfidavano e lottavano, Deiveson Figueiredo iniziò a cimentarsi in questa arte sin da piccolo.

Era un’arte marziale che passava di padre in figlio, tutta la sua famiglia praticava il Marajoara; i locali migliorarono questo tipo di lotta nelle campagne, in prossimità dei laghi, non appena avevano finito di lavorare con i bufali e gli altri animali.

Lo scopo finale di questo sport è quello di far toccare la schiena dell’avversario a terra, si pratica a petto nudo, si pratica sulla sabbia e gli scontri sono molto duri, tolti i colpi bassi e le dita negli occhi tutto il resto è concesso.

Tuttavia il Marajoara tradizionale è stato modificato nel tempo con apporto di regole meno dure e la rimozione di mosse particolari che eventualmente portavano ad infortuni gravi se non alla morte stessa.

Alcuni movimenti sono, a detta dei pochi atleti ancora praticanti, derivanti dai bufali e dagli alligatori, animali appunto tipici del posto.

“La mia determinazione e ferocia deriva dal Marajoara” ha detto Figueiredo in un video targato UFC.

Ha spiegato come nel match contro Perez, proprio le basi in questa arte marziale e la successiva transizione al Brazilian Ju-Jitsu gli hanno permesso di vincere in maniera netta e dominante; la cultura e la lotta tipica degli abitanti dell’isola di Marajò è purtroppo stata dimenticata ed è in via di estinzione anche se, proprio il campione in carica, sta cercando di portarla in mondovisione rendendola più popolare.

Questo sabato vedremo dunque se Figueiredo riuscirà a battere un coriaceo Brandon Moreno in un rematch che i fan attendono con impazienza.

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Immagine di copertina: www.bloodycanvas.net

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