Emilio Angulo: “Il match contro Santoro non arriverà nelle mani dei giudici”

Emilio Angulo: “Il match contro Santoro non arriverà nelle mani dei giudici”

Intervista ad Emilio Angulo, protagonista del main event di Venator FC 8 contro Giacomo Santoro

Emilio Angulo (3-1) sarà il protagonista del main event di Venator FC 8, che andrà in scena il prossimo 30 ottobre al Palavinci di Montecatini Terme. Ad attenderlo nell’ottagono ci sarà l’italiano Giacomo Santoro (5-0). Pochi giorni prima dell’incontro, abbiamo sentito il fighter di origine costaricane per farci raccontare il suo avvicinamento al main event di Venator.

Cosa pensi del tuo avversario e che tipo di match ti aspetti?

Penso che abbia un gioco molto simile al mio. Nei suoi ultimi due incontri ha portato a terra l’avversario e l’ha finito, la stessa cosa che faccio io. Quindi, mi aspetto un match molto veloce e non penso finirà nelle mani dei giudici.

Quali sono le caratteristiche principali del tuo stile di combattimento?

Sono un lottatore completo. Mi trovo bene a terra, ma mi sento molto pronto anche in piedi. Ho molta confidenza negli scambi in piedi e, se serve, vado, con altrettanta confidenza, a terra. Inoltre, sento di essere molto esplosivo e penso di avere una condizione fisica che non tutti hanno.

Come ti sei approcciato agli sport da combattimento?

Ho iniziato a praticare karate a 10/11 anni perché ero vittima di bullismo. Quando ero piccolo ero molto grasso e venivo preso in giro dai miei coetanei. A 12/13 anni ho iniziato a fare muay thai con amici e mi è piaciuto molto. Nella palestra in cui andavo c’era anche boxe e Jiu- Jitsu e, a fine 2012, ho fatto il mio primo incontro di pugilato. È stato contro un ragazzo molto più grande di me e l’ho perso; però, è stato molto figo. Ho continuato con l’agonismo ed ho anche iniziato a fare incontri di Jiu-Jitsu con Sydney Machado, cintura nera da Soca (chi segue il BJJ lo conosce sicuramente). A 14 anni ho iniziato anche a fare match di MMA amateur. Continuavo ad essere molto grosso e combattevo a 75/80 kg. Gli incontri erano sempre contro gente molto più grande di me, ma ero sempre io a far finire il match.

A 18 anni, dopo aver terminato la scuola, mi sono trasferito in Thailandia per 3 anni. Ho detto a mio padre che volevo continuare a lottare e lui mi ha detto: “Lotta. Tu sei fortissimo ed arriverai a fare quello che vuoi”. È lui la persona che mi ha spinto di più nella mia carriera, e continua a farlo. In Thailandia sono stato dal 2015 al 2017. Precisamente ero a Phuket e mi allenavo nella Tiger Muay Thai. Ho anche combattuto incontri di muay thai rappresentando questa importante palestra. Dopo l’esperienza thailandese, mi sono trasferito in Sardegna ed ho iniziato a concentrarmi sulla lotta (lotta greco romana, wrestiling e Jiu-Jitsu).

Sei al tuo quinto match da professionista nelle MMA, ma hai già partecipato a tre edizioni di Venator. Come ti stai trovando e cosa pensi possa darti questa organizzazione?

In Italia ho fatto il mio primo incontro in una promotion sarda, Devil’s Cage. Poi sono approdato in Venator e sta andando molto bene. Ho sbagliato il match contro Federico Pasquali perchè ho scelto una categoria molto più pesante della mia, ma da quell’incontro ho capito che devo sempre stare nella mia classe di peso.

Cosa ti motiva ad entrare nell’ottagono?

Sono motivato ad entrare nella gabbia dalla mia famiglia e da me stesso. Mia figlia, mia moglie, i miei genitori mi spingono ad essere sempre una persona migliore.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?

Penso che tutto quello che vuoi, se realmente lo vuoi, può diventare realtà. Io so che diventerò il migliore! Diventerò il campione di Venator, sapere che potrò avere la cintura mi spinge a fare sempre meglio.

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Fonte immagine di copertina: Venator, Wagner Mela

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