Covington si racconta: “Amo il Brasile e non rispetto Usman”

Covington si racconta: “Amo il Brasile e non rispetto Usman”

Colby Covington si racconta durante un’intervista concessa a Combate in vista del ritorno a UFC 268: “Amo il Brasile e non rispetto Usman”.

“Vi sono mancato? Il Re del Brasile è tornato!”

Esordisce con queste parole Colby Covington in un’intervista concessa a Combate prima del rematch del 6 novembre contro Kamaru Usman, che metterà in palio la sua cintura dei pesi welter UFC. Colby è forse uno dei fighter più eccentrici e propensi al trashtalking che il mondo delle MMA abbia mai visto, e nel corso dell’intervista ha avuto da ridire su tutti, in primis su Usman:

“È falso che io rispetti Kamaru Usman come combattente. Non rispetto Usman come combattente! Questo ragazzo è un imbroglione, che ingerisce ogni tipo di sostanza sintetica e steroidi nel suo corpo. È un imbroglione, si vede. Guardate la sua faccia! Ha i brufoli, ha l’acne sul viso e su tutto il corpo. È un uomo di mezza età, ha 34 anni. Non dovrebbe avere uno squilibrio ormonale del genere. È un imbroglione e lo smaschererò questo sabato.”

Perlopiù garantisce anche che il prossimo match si concluderà diversamente rispetto a quello del 2019, affermando anche di trovarsi, a 33 anni, nella miglior forma fisica della sua vita:

“Tutti sanno che sono il re del cardio, ho un gas infinito, sono sempre preparato per cinque round. Ma lasciate che vi dica una cosa: lui non arriverà al quinto round. Sono nella migliore forma fisica della mia vita e sabato lo vedrete.”

Covington dimostra ancora una volta tutta la sua autostima, forte anche del supporto del suo nuovo team. Questo è sicuramente un dettaglio che non va trascurato, dato che prima del primo incontro con Usman, Colby era un atleta dell’American Top Team, mentre subito dopo la sconfitta si è accasato presso l’MMA Masters, sotto la guida di due maestri brasiliani.

“Ho cambiato tutto nella mia preparazione. Sono passati due anni da quando ho combattuto per la prima volta contro Usman, quindi ho avuto il tempo di fare dei cambiamenti. Ho cambiato palestra e ci ho portato i miei allenatori. Il mio allenatore di striking è Cesar Carneiro, e il mio allenatore di judo e jiu-jitsu è Daniel Valverde. Sono cambiate molte cose. L’ultima volta non c’era un gameplan, questo è tipico delle grandi squadre. Non ne ho bisogno. A questo punto della mia carriera, ho bisogno di attenzioni individuale, con tutti i dettagli focalizzati su di me, il mio camp e il mio sviluppo come combattente. Non potrò mai ringraziare abbastanza quello che Daniel Valverde, Cesar Carneiro e Joaquin Lopez hanno fatto per me.”

“Khaos” ritorna a parlare del suo primo match con Usman. Quest’ultimo segnalò alcuni interventi ritenuti da lui illegali o colpi bassi, Usman sosteneva infatti di aver ricevuto un colpo basso (smentito dalla prova video), mentre Colby lamentava di aver ricevuto una ditata nell’occhio sul finire del terzo round, ma questa volta è sicuro che tutto questo non succederà di nuovo:

“Parlo con i miei allenatori ogni giorno di come finirà questo combattimento e posso immaginarlo anche nei miei sogni. Sono sicuro che finirò questo combattimento prima della decisione dell’arbitro. Non posso dirvi il mio gameplan, ma vi garantisco che vincerò per ko o per finalizzazione. Non ci sarà nessun arbitro a fermare il mio buon momento come nell’ultimo combattimento che indicava finti pugni illegali, quando in realtà stavo tirando pugni legali. Questa volta sarà diverso, con nuovi allenatori e nuove energie positive intorno a me.”

L’evento si svolgerà al famosissimo Madison Square Garden di New York, e Covington sembra gradire:

“Il Madison Square Garden è l’arena sportiva più iconica degli Stati Uniti e probabilmente l’arena sportiva più iconica del mondo intero. Se guardi la storia trovi i Rolling Stones, Muhammad Ali… e Colby Covington! Sai cosa hanno in comune questi nomi? Sono leggende, figure della Hall of Fame, campioni del mondo. È incredibile poter combattere al Madison Square Garden, sono nella migliore forma fisica di tutta la mia vita e lo dimostrerò sabato sera qui a New York.”

E prima di finire l’intervista ritorna sull’argomento iniziale: il Brasile.

“Ci sono allenatori brasiliani che amo: Daniel Valverde e Cesar Carneiro sono miei fratelli. Farei qualsiasi cosa per loro. Sono la mia famiglia e hanno fatto tanto per me, sono importanti nella mia vita. Mi hanno aiutato a svilupparmi come combattente in due anni più di quanto abbia mai fatto nel resto della mia carriera. Ho molto amore e rispetto per loro, ma amo anche tutti i brasiliani. Adoro l’açaí! Bevo açaí ogni giorno! Non ho altro che amore e rispetto per il Brasile e i brasiliani.”

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